BCC Prealpi: raddoppia l’utile netto salito, nel 2016, a 8,6 milioni di euro

La visita ispettiva di Banca d’Italia promuove l’istituto di credito cooperativo di Tarzo. La scelta di Cassa Centrale Banca per le garanzie di solidità, efficienza e territorialità

Carlo Antiga

TARZO Il 2016, per la BCC Prealpi, si chiude con un utile netto di 8,6 milioni di euro, quasi il doppio di quello approvato nel 2015. Numeri importanti, soprattutto se considerati nel contesto di una congiuntura non facile per l’intero sistema bancario nazionale, in un anno tra l’altro caratterizzato dalla visita ispettiva di Banca d’Italia (che ha ampiamente promosso l’istituto di credito cooperativo di Tarzo) e dalla incorporazione di Banca Atestina con le necessarie attività di integrazione operativa. Questi sono solo alcuni dei punti salienti e dei dati rilevanti che saranno discussi nell’Assemblea dei Soci in programma domenica 28 maggio alla Zoppas Arena di Conegliano.

Il bilancio consuntivo che sarà portato all’approvazione parla chiaro: la Prealpi si presenta con i conti in ordine e si conferma in salute, pronta ad affrontare le sfide del futuro. Il trend è quello di un progressivo e costante consolidamento: come detto, un utile netto quasi raddoppiato rispetto a quanto realizzato nella gestione 2015; indicatori della qualità del credito e di copertura delle sofferenze che ci collocano, in senso migliorativo, al di sopra della media nazionale; un patrimonio di vigilanza che sfiora i 235 milioni di euro, con un CET 1 (indice di solidità patrimoniale di un istituto di credito) del 17,42%.

“Sono risultati positivi che si associano a percorsi di rinnovamento estremamente significativi intrapresi negli ultimi anni - commenta il presidente Carlo Antiga - oggi Banca Prealpi è un’azienda profondamente trasformata rispetto a quella di meno di un decennio fa. È una delle principali realtà del credito cooperativo a livello nazionale, che ha accresciuto gli standard operativi, adeguando le proprie  logiche organizzative e di gestione”.

A conferma del buon operato della banca anche l’ordinaria visita ispettiva della Banca d’Italia, iniziata a metà novembre 2016 e terminata lo scorso gennaio. “Le espressioni favorevoli rispetto ai profili tecnici e al posizionamento di mercato della nostra banca confortano gli orientamenti seguiti nelle strategie intraprese e nella gestione aziendale”, afferma il direttore, Girolamo Da Dalto. Sostanzialmente, chiudere la gestione dell’annata 2016 in maniera così positiva, dopo l’impegnativo controllo effettuato dall’organo di vigilanza di settore, è un caso più unico che raro. Visita che ha offerto anche una rinnovata motivazione alla dirigenza della banca di Tarzo nel continuare a svolgere il ruolo di banca locale, promotrice dello sviluppo della piccola e media imprenditoria e interlocutrice delle esigenze delle famiglie e delle comunità del territorio, non escludendo ulteriori passi in direzione di possibili future aggregazioni.

Nel quadro della nuova normativa riferita alle Banche di Credito Cooperativo, la scelta di confluire in Cassa Centrale Banca piuttosto che in ICCREA è da leggere in tal senso. "Quali sono le ragioni a sostegno di tale scelta? Ad orientare il processo decisionale concorrono in via determinante due aspetti - sottolinea il presidente Carlo Antiga - le garanzie di solidità patrimoniale e l’interpretazione del modello societario. Il patrimonio del Gruppo sarà elevato a 1,2 miliardi di euro di cui 1 miliardo sarà libero e disponibile per dare supporto alle banche del gruppo, assicurando forte stabilità interna e, a differenza di ICCREA, senza necessità immediata di ulteriori conferimenti di patrimonio. Inoltre, il nuovo Gruppo avrà un indice di solidità CET1 del 23,5% (12,3% in ICCREA), un tasso di copertura dei crediti deteriorati del 75% (65% per ICCREA) e favorevole rapporto costi / ricavi pari al 48,5% (62% in ICCREA). Quanto al secondo aspetto è necessario sottolineare come mentre ICCREA prospetti un modello centralistico tipico delle s.p.a., che non valorizza la dimensione territoriale e meritocratica propria di ogni singola B.C.C., Cassa Centrale propone un modello realmente “risk based”, che incorpora nella nuova realtà i criteri del mutualismo, adattati in base ai livelli di virtuosità di ciascuna banca. Un fatto, questo, che ci garantisce margini di autonomia decisionale ed operativa, valori per noi insindacabili, poiché fanno parte della nostra storia e della nostra tradizione".

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