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Degrado in città per un commerciante trevigiano su due: «Locali sfitti, serve intervenire»

Dania Sartorato, presidente di Unione provinciale Confcommercio: «Serve intavolare un dialogo strategico e permanente con le istituzioni locali, tra cui Anci». Report congiunturale: cresce la fiducia, le imprese vanno meglio in termini di ricavi e occupazione. Il 22% degli imprenditori ha chiesto credito alle banche (nel 56% con risultati positivi)

Un commerciante su cinque opera in condizioni di degrado urbano provocato principalmente da strade o piste ciclabili dissestate (per il 33,4% degli intervistati), incuria o abbandono di spazi commerciali sfitti (28,3%), scarsa presenza delle forze dell'ordine (28,3%) e scarsa manutenzione dei luoghi pubblici. E' quanto emerge da una ricerca realizzata da Confcommercio Unione provinciale di Treviso in collaborazione con Format Research in cui si evidenza d'altro canto come il 76,5% degli imprenditori valutino come positivo il contesto in cui si trovano a operare. «Dall'indagine di oggi» ha infatti sottolineato Dania Sartorato, presidente di Unione provinciale Confcommercio «emerge che i nostri imprenditori sono abbastanza soddisfatti del decoro urbano e laddove non c'è, quindi mancano le asfaltature o l'illuminazione o la presenza di polizia locale viene avvertita come sottotono rispetto a quanto sarebbe atteso non viene calcolato come un problema così grave da compromettere il proprio business e questi sono aspetti di cui non possiamo non tenere conto come buona qualità della provincia di Treviso». Tra chi sostiene di essere penalizzato dallo scarso decoro urbano ci sono soprattutto imprese del commercio e del turismo. Sempre scorrendo i numeri dell'indagine emerge come il 5,6% delle imprese sostenga che nell'ultimo biennio la qualità della vità sia migliorata ma per il 15,1% sarebbe invece peggiorata a causa di fenomeni di criminalità (per il 54% degli intervistati), chiusura di servizi alla persona o negozi nei centri urbani (49,1%). «Rimane il tema dei locali sfitti che è vera cartina di tornasole delle città che cambiano» continua Sartorato «c'è l'attesa ma anche la volontà, la necessità, secondo Confcommercio, di intavolare un dialogo strategico, permanente, come le ammnistrazioni locali, applicando il protocollo d'intesa già siglato con Anci e Confcommercio prima del covid che parla di rigenerazione, di collaborazione, partecipazione ai tavoli, coprogettazione e in ottica di implementare i progetti innovativi e green e quindi la sostenibilità. Tutto questo con la massima attenzione ai bandi, come quello riguardante i borghi». Ma tra le soluzioni avanzate dagli intervistati c'è senza dubbio il miglioramento dell'arredo urbano della città, l'organizzazione di eventi e un maggior livello di sicurezza.

La conferenza stampa di venerdì 21 luglio

Nel quadro generale, evidenziato dall'indagine di Ascom che ha coinvolto circa 800 imprenditori intervistati nelle scorse settimane, prevale l'ottimismo con indicatori positivi circa il clima di fiducia sull'economia italiana, sul trend delle imprese e sui ricavi. A presentare i numeri è stato Pierluigi Ascani (Format) nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella mattinata di oggi, 21 luglio, presso la sede di Confcommercio. Sembra in netto miglioramento sia l'andamento dell'occupazione (dopo gli allarmi lanciati nei mesi scorsi) e del fabbisogno finanziario mentre per quanto riguarda l'accesso al credito, il 22% degli intervistati ha ammesso di aver chiesto prestiti o finanziamenti alle banche: nel 56% dei casi la richiesta ha ricevuto pieno accoglimento (un dato in netta controtendenva rispetto all'ultimo anno e mezzo), nel 5% solo parziale, per il 16% delle imprese la domanda non è stata accolta e infine il 22% sono ancora in attesa di una risposta.

Dal fronte delle banche arrivano altri segnali positivi. «Noi stiamo chiudendo il semestre, stiamo guardando i dati del 30 giugno e osserviamo che le cose stanno andando molto meglio rispetto a quelle che ci aspettavamo» ammette Francesco Piccin, capoarea di Banca Prealpi «il primo trimestre si parlava di un'ipotesi di congiuntura, l'aumento dell'inflazione poteva essere un elemento che non rientrava, invece è rientrato, abbiamo visto con gli ultimi dati Istat e anche il fabbisogno delle famiglie e imprese è aumentato quindi la richiesta di investimenti nuovi fa si che banca Prealpi San Biagio, banca del territorio, sia vicina ad imprese e famiglie con attenzione. I mutui prima casa stanno andando bene, ciò significa che le famiglie sono ancora alla ricerca di alloggi, è ovvio che l'attenzione deve essere prestata anche nelle province e non solo nelle grandi città, anche perchè i Comuni oggi sono ben organizzati per dare la possibilità di alloggiare o avere prezzi di quelli che sono gli acquisti degli appartammenti, forse ad un costo minore, ecco che le famiglie sono molto attente ad avere una rata adeguata al proprio reddito e questo ci fa ben sperare».

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