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Lunedì, 28 Novembre 2022
Economia

Eventi annullati e piazze bloccate, Ascom: "Impariamo da Jesolo"

La Confcommercio: "Urge una gestione manageriale e non improvvisata della manifestazioni che coinvolgono le piazze cittadine ed il centro storico e che hanno importanti riflessi di pubblico"

TREVISO L’estate trevigiana fa discutere. Perché, se le manifestazioni vengono annullate o trasferite all’ultimo momento per il maltempo, il danno diventa molto superiore al vantaggio. E non basta la semplice liberatoria “la manifestazione verrà annullata (o trasferita) in caso di maltempo”, perché l’allestimento, di fatto, impedisce a molte imprese di lavorare già dai giorni precedenti la data. A ribadirlo è l’Ascom-Confcommercio trevigiana che, dopo l’ultimo annullo (e trasferimento alle Stefanini) del concerto dei radio fiera in piazza dei Signori, ha dovuto gestire le numerose proteste giunte in sede dalle imprese, in particolare dai pubblici esercizi, prima sottoposte al blocco organizzativo preventivo, poi all’annullamento o al trasferimento della manifestazione, per un risultato complessivo che ha completamente “sequestrato” la piazza, con conseguenti danni per chi conta sul proprio lavoro per vivere.

“Quello di Piazza dei Signori è solo uno dei tanti esempi”- ribadisce la Confcommercio trevigiana - “i casi di manifestazioni annullate all’ultimo momento dopo aver deviato il pubblico dal giorno prima non si contano. Basta pensare alla manifestazioni sportive di piazzale Burchiellati, ed a molti altri casi recenti. Il problema non è reperire il posto dove trasferire la manifestazione, ma trovare il sistema di conciliare l’organizzazione degli eventi con l’operatività quotidiana delle imprese commerciali che, di fatto, per ogni manifestazione annullata o spostata ci rimettono uno o due giorni di lavoro. Urge una gestione manageriale e non improvvisata della manifestazioni che coinvolgono le piazze cittadine ed il centro storico e che hanno importanti riflessi di pubblico.

Nel segno del rispetto di tutti: per chi si esibisce, per il pubblico che arriva e per chi organizza l’accoglienza, come i pubblici esercizi, i primi ad essere accusati se non si fanno trovare sufficientemente pronti. Calendarizzazione e programmazione devono sostituire la dicitura della locandina “in caso di maltempo la manifestazione verrà annullata o trasferita”, una liberatoria generica che in realtà crea incertezze fino all’ultimo momento e che penalizza le imprese. Jesolo, ad esempio, ha provveduto a dotarsi di un sistema di previsioni metereologiche di qualità che consente agli organizzatori di programmare con esattezza e con largo anticipo le manifestazioni ed in concerti nelle piazze senza creare disagi a nessuno. Ma anche le operazioni di approntamento e smontaggio delle strutture devono essere effettuate immediatamente a ridosso- se realizzate- delle manifestazioni, esattamente come avviene per gli spettacoli itineranti che montano le strutture subito prima dell’evento per smontarle immediatamente dopo. Gli operatori economici della città stanno profondendo ogni sforzo per far percepire Treviso come vera città turistica, aperta ed invitante. In quest’ottica occorre capire quale siano ruolo e destino di piazza dei Signori, il “salotto buono”, che non può essere ciclicamente occupato da manifestazioni che con l’accoglienza, il turismo e la proposta dal “buon vivere” trevigiano hanno poco da spartire. Pur concordando con la necessità di aggregare e divertire chi, in questo periodo feriale rimane in città, occorre preoccuparsi anche dello sforzo dei tanti che, quotidianamente, investono col proprio lavoro sul rilancio della città. Perché mancando il corretto incrocio tra i bisogni di chi lavora e le esigenze organizzative del comune, potrebbero essere messi a rischio anche decine di posti di lavoro di chi, sulla piazza, vive ed opera”.

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