"Ludwig vs Beethoven: parole e musica"

Mercoledì 16 dicembre alle ore 18, nel giorno del 250° anniversario della nascita di Ludwig van Beethoven (1770–1827), la Fondazione Benetton Studi Ricerche propone un incontro online, sul suo canale YouTube, in omaggio al genio della musica tedesco, divenuto già ai suoi tempi una leggenda e oggi considerato uno dei più grandi compositori della storia.

Fin dal suo esordio sulla scena musicale di Bonn come bambino prodigio e già all’arrivo nella capitale della musica, Vienna, Ludwig è preceduto dalla fama di essere un grande virtuoso del pianoforte e un musicista innovativo; ma al contempo gli aneddoti sulle sue stravaganze contribuiscono a creare il “personaggio” Beethoven: dai ripetuti litigi con il personale di casa, a detta sua colpevole di sottrargli note e appunti per rivenderseli perché ricercatissimi, alla casa stessa che, secondo coloro che la frequentavano, versava in un caos apocalittico. Dalla conta maniacale dei chicchi di caffè per assicurarsi il giusto aroma fino ai litigi con gli editori per i “titoli” che volevano dare alle sue opere, tutto concorre a definire la figura pop mitizzata di Beethoven, a discapito della sua opera.

Lo racconterà Stefano Trevisi, consulente per le attività musicali della Fondazione Benetton, in un incontro in cui la vera protagonista sarà la musica grazie alla partecipazione del pianista Igor Cognolato, che eseguirà la Sonata per pianoforte n. 28 op. 101 di Beethoven e Todtentanz (versione per pianoforte solo) di Franz Liszt, che fu, tra l’altro, allievo prediletto di Carl Czerny, a sua volta allievo di Beethoven.

L’evento sarà anche l’occasione per presentare il video–racconto "Beethoven. Quasi una fantasia" prodotto dalla Fondazione, con la curatela scientifica di Stefano Trevisi e la regia di Marco Pavan, che narra attraverso racconti, testimonianze, immagini e musica il Ludwig uomo, oltre al Beethoven musicista, e la reciproca e inevitabile influenza che ognuna delle due anime ebbe nella creazione e nella definitiva consacrazione del mito Ludwig van Beethoven.

Come scrive Maynard Solomon nella biografia Beethoven (Marsilio): «I grandi uomini, comprensibilmente, hanno un atteggiamento ambivalente riguardo all’idea di una biografia redatta dopo la loro morte. Alcuni hanno tentato di dissuadere i potenziali biografi, o persino di impedire loro di ottenere dati di natura personale, sostenendo che il risultato creativo dovrebbe essere giudicato a prescindere dalle fonti biografiche. Beethoven tuttavia era stato educato sulle Vite di Plutarco, in cui i difetti degli eroi hanno lo stesso rilievo delle virtù che ne garantiscono il riscatto. Egli non temeva quindi che la valutazione della propria musica potesse essere influenzata negativamente dalla piena conoscenza della sua vita».

Per maggiori informazioni: T 0422 5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it

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