A Oderzo una mostra con 50 corredi ritrovati negli scavi dell'antica necropoli romana

Il conto alla rovescia per la mostra "L’anima delle cose. Riti e corredi dalla necropoli romana di Opitergium” (24 novembre 2019 - 31 maggio 2020) ormai sta ormai per scadere, mentre procedono febbrili i lavori di allestimento nelle sedi di Oderzo Cultura-Palazzo Foscolo e Museo Archeologico Eno Bellis.

Casse, pannelli, grafica, montaggio vetrine, climatizzazione, controllo accurato dei singoli reperti che in alcuni casi avevano necessitato di qualche ritocco dopo gli importanti restauri cui erano stati sottoposti una volta riemersi dalla terra. Trent’anni di scavi nella necropoli dell’antica Opitergium hanno riportato in luce nel corso degli anni circa 400 corredi dal I al VI secolo d.C. Un patrimonio restituito alla conoscenza, che ha permesso di comprendere metodi di sepoltura, rituali funebri, credenze che hanno accompagnato la storia e l’evoluzione della città, importante municipio romano; ma anche i costumi quotidiani, la popolazione e il suo censo, i mestieri, i commerci, i giochi e le passioni. 94 corredi con monili, vasellame, vetri, oggetti personali, giocattoli - molti dei quali inediti - sono stati appositamente studiati per il progetto e per il prezioso catalogo, di altissimo livello scientifico edito da Ca’Foscari, che accompagnerà la mostra; e 50 di questi corredi - mai esposti al pubblico nel loro insieme - potranno essere finalmente ammirati nel percorso che si aprirà a Palazzo Foscolo e si concluderà al Museo Archeologico Eno Bellis.

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«Questa mostra - dichiara il presidente di Oderzo Cultura, Carlo Gaino - con la quale completiamo il progetto di valorizzazione delle nostre collezioni permanenti,  è un racconto fatto di oggetti di vita che, come il titolo poeticamente suggerisce, hanno assunto l’anima delle persone che proprio in vita li hanno posseduti, usati, amati. Un viaggio nel tempo, per vedere alcuni degli oggetti abituali delle giornate dei nostri avi. Ed è proprio all’intera società che questa mostra si rivolge, con una voluta attenzione, anche nell’allestimento e nell’offerta didattica, ai giovanissimi, che rappresentano il nostro futuro e ai quali è fondamentale trasmettere la conoscenza delle nostre origini, come caposaldo per immaginare, progettare e migliorare l’avvenire». Aperta dunque a tutta la cittadinanza l'inaugurazione in programma sabato 23 novembre alle ore 16. Una vera festa per ricongiungersi a un passato illustre. La mostra organizzata da Oderzo Cultura è realizzata in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso e il Polo museale del Veneto, e ha visto la costituzione di un comitato scientifico, composto dalla conservatrice del Museo Archeologico di Oderzo e dai funzionari della Soprintendenza che negli anni hanno coordinato e sovrinteso alle diverse campagne di scavo. Il catalogo è stato realizzato da Marta Mascardi e Margherita Tirelli.

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