Giovedì, 18 Luglio 2024
Green Fonte

Trecentoquaranta nuovi alberi nel sentiero naturalistico didattico "Monsignor Erasmo Pilla"

Proficua collaborazione tra scuole di formazione professionale. Ecco come il ciclo vitale del legno produce piante ed energia

Trecentoquaranta alberi tra cui carpini, olmi, frassini e faggi sono stati piantumati nel bosco dove sorge il sentiero didattico dedicato a Mons. Erasmo Pilla, retrostante la Scuola di Formazione Professionale Fondazione Opera Monte Grappa di Fonte. L’operazione di piantumazione si è conclusa lunedì 27 marzo. Per l’occasione la scuola ha voluto ringraziare ufficialmente tutti i protagonisti dell’iniziativa: direttore, professori e allievi della Scuola di Formazione Professionale “Marco Polo” di Pove del Grappa, i volontari della sezione di Fonte del Reparto Donatori di Sangue Monte Grappa e la CNA di Asolo con il suo presidente. Gli alberi sono stati donati da “Erba Loca & Vivai Pio Loco Renato” e Bin Vivai “ di Breda di Piave.

«Il lavoro non finisce qui» spiega il presidente della Fondazione Opera Monte Grappa don Paolo Magoga, «grazie ai volontari procederemo con la pulizia del bosco, con la cura delle nuove piante e con nuovi lavori per la sicurezza delle persone. Desideriamo che questo sentiero diventi sempre di più usufruibile da tutti: scuole, bambini, famiglie e appassionati della natura. Sarà un bosco ricco di biodiversità. Da anni» aggiunge don Magoga «la nostra Scuola di Formazione Professionale è impegnata nel proporre agli studenti e non solo, iniziative di sensibilità ecologica. Tra quelle messe in atto: incontri formativi con operatori di Contarina, l’azienda dei servizi ambientali della provincia di Treviso; l’installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura della scuola e la creazione del sentiero. Finanzieremo tra l’altro i nuovi lavori con il ricavato di una mostra artistica solidale intitolata “In ascolto del canto della terra” che inaugureremo il 6 aprile nella nostra scuola».

«L’idea è stata quella di dare visibilità al microclima che si crea con ogni tipologia di pianta in cui è diviso il bosco – precisa Luca Ferrrarese volontario del Reparto Donatori di Sangue Monte Grappa. «In questo piccolo angolo di paradiso ci sono piante che hanno più di 50 anni. Da una parte ci sono i noccioli che vengono riqualificati inserendone di nuovi, dall’altra, per esempio, tre tipologie di ciliegi da cui prenderemo piccole gemme per la creazione di nuove piante».

La piantumazione degli alberi

«Questa iniziativa rappresenta una collaborazione molto proficua tra scuole di Formazione professionale» afferma Federico Carollo direttore della scuola “Marco Polo”, «in questo modo abbiamo creato nuove sinergie in cui ragazzi del corso operatore agricolo hanno potuto sperimentare una esperienza reale». Con i ragazzi» aggiunge il docente del “Marco Polo” Stefano Quarello, «abbiamo piantumato alberi che servono per contenere sia le infestanti del sottobosco sia per contenere l’erosione del terreno. Il tutto affinché il rimboschimento sia il più naturale possibile. Sono tutte piante cosiddette “nobili” che avranno una crescita importante, dai quindici metri in su». Aggiunge il docente Sergio Bertoncello: «I nostri ragazzi hanno potuto mettere in pratica la teoria che hanno studiato in classe. La nostra scuola infatti prepara i futuri lavoratori di un settore come il giardinaggio o il florovivaismo che oggi sono professioni molto richieste».

Una curiosità: la terra usata per la piantumazione delle nuove piante è stata ricavata dall’impianto termocompost in grado di riscaldare un’abitazione e installato dieci mesi fa al centro “Don Paolo Chiavacci” di Crespano di Pieve del Grappa grazie all’apporto della CNA di Asolo. «Il cippato contenuto all’interno del termocompost», spiega il presidente CNA Francesco Pilotto, «ha terminato la generazione di energia. Il compost rimasto l’abbiamo usato come fertilizzante. Si chiude così il ciclo naturale del legno: l’albero viene piantato e cresce. La ramaglia raccolta dalla pulizia e dalla potatura va ad alimentare il termocompost che a sua volta terminato il ciclo energetico sarà poi utilizzato come fertilizzante per la crescita di nuove piante».

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