Autonomia Dem ruggisce: "Serve scatto d'orgoglio!"

“AAA cercasi orgoglio Pd veneto”. Attacca così il post pubblicato sulla pagina facebook di Autonomia Dem

TREVISO “AAA cercasi orgoglio Pd veneto”. Attacca così il post pubblicato sulla pagina facebook di Autonomia Dem, il gruppo che fa riferimento alla parlamentare Simonetta Rubinato, all’indomani dell’assemblea regionale tenutasi sabato scorso a Padova. Sotto accusa la mancata convocazione delle primarie dei candidati alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo. “Con buona pace dello statuto del Partito democratico e del codice genetico con il quale era stato fondato – si legge – questa volta la scelta verrà fatta dai gruppi dirigenti nazionali. E non è una giustificazione l’essere arrivati tardi: si sapeva da mesi quando sarebbe finita la legislatura e lo schema del decreto con i collegi elettorali era stato già trasmetto dal Governo alle Camere alla fine di novembre. La verità è che non si sono volute fare le primarie, perdendo così l’ennesima occasione di coinvolgere iscritti ed elettori per scegliere i candidati più rappresentativi della nostra realtà territoriale”. 

Autonomia Dem punta il dito anche sui lavori dell’assemblea: “E’ mancato del tutto il confronto sui temi più sentiti dai Veneti: in primis come dare risposta politica alla domanda di autonomia espressa con il referendum del 22 ottobre scorso, tema cruciale visto che la prossima legislatura sarà quella che dovrà approvare in Parlamento l’intesa, con i suoi corollari in materia di semplificazione della burocrazia, nuove opportunità di investimenti e di lavoro, federalismo fiscale, qualità dei servizi alle famiglie, dalla scuola alla sanità e all’assistenza. La dirigenza regionale, dimenticando il nostro statuto fondativo, è apparsa remissiva ai diktat del nazionale, che si riserva la composizione delle liste bloccate nei collegi plurinominali, lasciando alle segreterie territoriali le sole indicazioni per i collegi uninominali, cioè quelli che in Veneto, salvo rarissime eccezioni, appaiono molto difficili da conquistare, visto che la nuova legge elettorale favorisce i candidati della coalizione di centrodestra”.

“Se il Pd veneto continuerà a ragionare da sede periferica di un partito centralizzato, anziché da partito territoriale federato, si rischia di non essere considerati rappresentativi dei Veneti. Urge una rapida correzione di rotta” conclude il gruppo Autonomia Dem. 

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