Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Caos Veneto Banca, l'On. Rubinato: "Si può e si deve salvare subito"

Anche il Capogruppo del M5S in Regione Veneto, Jacopo Berti, attacca: “E' il sistema bancario veneto, una storia fatta di poteri forti e politica"

MONTEBELLUNA “Si deve evitare in ogni modo che per Veneto Banca si arrivi alla procedura di risoluzione applicata alle 4 banche di cui si occupa la legge di Stabilità. Significherebbe azzerare per sempre il valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate dei tantissimi risparmiatori che su questa banca hanno investito. Per questo è necessario garantire il massimo sostegno a chi, a partire dall’ad Cristiano Carru, sta lavorando per risanare i conti e ripartire attraverso un piano industriale di rilancio a servizio dell'economia locale. Su questo credo sia possibile ricostruire la fiducia del mercato, lavorando per limitare il più possibile le perdite di valore delle azioni e non consentendo a capitali speculativi di avventarsi sull'istituto, tutelando così i tanti soci e risparmiatori”. Simonetta Rubinato, parlamentare del Pd impegnata in questi giorni in Commissione Bilancio della Camera nella trattazione degli emendamenti alla Legge di Stabilità 2016, annuncia che sulla vicenda presenterà un’interrogazione. “Mentre aspettiamo che la Magistratura accerti quanto prima le eventuali responsabilità penali di chi ha guidato Veneto Banca – spiega – è necessario che il Governo verifichi eventuali responsabilità anche da parte delle competenti Autorità di vigilanza, in primis di Bankitalia, per capire se hanno espletato fino in fondo il loro compito di controllo o se, negli anni passati, hanno omesso di segnalare situazioni di particolare gravità”.

L’on. Rubinato, infine, invita il Governo a riflettere se sia sostenibile l’applicazione tout court dal 1 gennaio 2016 della regola del bail-in. “Che non siano più i contribuenti a pagare per il salvataggio delle banche, ma i loro vertici e chi ne ha la proprietà, in astratto è un principio corretto. Ma va considerato che la recessione degli ultimi 7-8 anni, colpendo in modo pesante le nostre imprese, ha creato oltre 200 miliardi di sofferenze bancarie per crediti non ripagati. E che il fallimento delle banche più legate ai territori rischia di azzerare i risparmi di una vita. Non è più solo un problema finanziario, quindi, ma rischia di diventare un problema sociale. Ecco perché lo Stato deve rassicurare i cittadini risparmiatori: è quello che si sta facendo in Stabilità con un fondo di solidarietà per i piccoli obbligazionisti in difficoltà economica delle 4 banche azzerate, che costituisce un precedente anche per casi futuri. Ma, ripeto, bisogna lavorare affinché non diventi necessario farlo per Veneto Banca, che si può e si deve salvare”.

Sulla stessa linea d'onda anche il Capogruppo del M5S in Regione Veneto, Jacopo Berti, che dal blog di Beppe Grillo attacca: “E' il sistema bancario veneto, una storia fatta di poteri forti, economia mondiale e politica italiana compiacente. La storia di come i grandi colossi bancari riescono a metter mano sui nostri risparmi, mandandoli in fumo per i loro interessi. La banca aveva mentito agli azionisti proponendo azioni ad un prezzo alto e fuori da ogni canone realistico. Gli azionisti non potevano sapere, si sono semplicemente fidati di quelli che si sono rivelati poi dei pirati in giacca e cravatta. Il prezzo iniziale delle azioni era stato gonfiato in base a valutazioni personali di un tecnico esterno di Veneto Banca. Calcoli dei quali non ci è concesso approfondire il metodo perché “riservati”, nonostante le nostre richieste. Una volta affondate queste piccole banche infatti, come accaduto per Banca popolare di Vicenza e Veneto Banca, i grandi istituti finanziari potranno comprare per pochi spicci i loro cadaveri. Come le affondano? Obbligando le banche popolari alla conversione in Spa, come ha fatto Renzi con il suo decreto. I vertici di queste banche sono complici, non vittime, di questo disegno diabolico: le indagini e gli arresti, le menzogne, i favoritismi e la volontà di andare in borsa ne sono la prova. Le uniche vittime sono gli azionisti ingannati.”

Berti poi annuncia: “Vogliamo che la verità venga a galla e che chi ha preso in giro e bruciato i risparmi di una vita dei cittadini azionisti venga punito. Il 19 dicembre saremo all’assemblea soci per far sentire la voce dei cittadini e gridare: fuori i nomi! Tirate fuori il libro soci di queste banche e i nomi di coloro che ai quali è stato permesso vendere le azioni quando ancora valevano tanto. Chi sono questi privilegiati che sono stati avvisati in tempo? Sì, giusto in tempo per salvarsi ad un passo dalla bufera. Un atteggiamento massonico e iniquo che ci nausea e sul quale pretendiamo chiarezza.” Simone Scarabel, consigliere regionale di Treviso aggiunge: “Sono così tanti i risparmiatori coinvolti in Veneto che ognuno di noi ha parenti che hanno perso soldi, oppure li ha persi in prima persona. Il 19 dicembre ci sarò anch'io, anche i miei famigliari hanno delle azioni. E anche io molti anni fa ho investito qualche migliaio di euro in obbligazioni. I veneti possono essere sicuri che andremo fino in fondo. E' una brutta storia che ci riguarda tutti. Una volta le banche subivano le rapine, in questi ultimi anni invece le fanno loro!”. 

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