Zanoni (PD): «La Regione continua a non investire nell’edilizia popolare»

Il consigliere regionale: «In Veneto ci sono circa 4.500 case Ater vuote e 15mila famiglie in lista di attesa e questa è una vera vergogna»

«La prima battaglia è stata vinta, adesso in Commissione dovremo completare il lavoro con gli altri correttivi per arrivare, finalmente, a una normativa sull’edilizia popolare giusta che non penalizzi le persone più deboli, soprattutto pensionati e anziani soli». È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico sulle modifiche alla Legge 39/2017 di cui a breve si tornerà a parlare in Seconda commissione, di cui lo stesso Zanoni è vicepresidente, per un confronto sulle sulle modifiche al regolamento applicativo. 

«Leggo di elogi alla Regione per essere tornata sui propri passi, sarebbe però stato impossibile senza le nostre denunce, che andavano avanti da due anni e la nostra mobilitazione, anche in provincia di Treviso, insieme a sindacati, inquilini e amministratori locali. Era un provvedimento irricevibile che con l’obiettivo di stanare i furbetti mandava in crisi migliaia di famiglie. La Giunta non ha mai spiegato come mai i controlli non siano stati fatti in precedenza e perché ha cercato di fare cassa con gli affitti per avviare manutenzioni ferme da almeno un decennio. Siamo comunque soddisfatti perché sono state approvate le nostre proposte, con il canone di permanenza portato a 35mila euro per gli inquilini ‘storici’ e la soglia Isee-Erp a 26mila euro per i nuovi assegnatari, mentre gli anziani over 65 e i nuclei familiari con un disabile o una persona non autosufficiente conservano il diritto all’alloggio anche se superano la soglia massima di reddito», ricorda Zanoni.

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«Purtroppo c’è anche la metà vuota del bicchiere, ovvero la bocciatura del nostro emendamento per stanziare 20 milioni da destinare all’acquisto di nuovi alloggi e all’ammodernamento e manutenzione di quelli sfitti. In Veneto ci sono circa 4.500 case Ater vuote e 15mila famiglie in lista di attesa e questa è una vera vergogna».

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