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Rucker Sanve: dalla Serie B e da Faenza arriva il playmaker 25enne Marco Perin

Un giovane con già tanta esperienza alle spalle: ha svolto 5 anni di settore giovanile a Siena, alla Mens Sana (con esordio in A1), poi tanta serie B in piazze importanti

SAN VENDEMIANO La Rucker Sanve porta in terra trevigiana un altro giocatore di spessore: Marco Perin, un play annata 1993, di 185 cm, che nelle ultime due stagioni ha giocato in serie B a Faenza. Un giovane ma con già tanta esperienza alle spalle: ha svolto 5 anni di settore giovanile a Siena, alla Mens Sana, dove è riuscito a ritagliarsi anche qualche presenza in A1 con il coach Pianigiani. Poi tanta serie B in piazze importanti fino all’approdo a Faenza dove, in particolare nella scorsa stagione, ha lasciato il segno con 14 punti e quasi 5 rimbalzi di media a partita. Andiamo a conoscere qualcosa in più su di lui.

Anzitutto una curiosità: tu sei nato in Maremma ma il tuo cognome evidenzia chiaramente origini venete.
Hai ragione, sono nato a Grosseto ma il nonno di mio nonno era veneto. Stiamo parlando del periodo in cui la Maremma è stata bonificata e in quegli anni il fatto ha richiamato tanta gente, che si è trasferita poi in modo definitivo.

Come ti definiresti dal punto di vista tecnico e caratteriale?
Caratterialmente sono un agonista, un lottatore e dò l’anima in ogni occasione; sono una persona che porta entusiasmo, sia in campo che fuori, con l’obiettivo di trascinare compagni e pubblico. Dal punto di vista tecnico fin dalle giovanili il mio ruolo è stato quello di play: io mi considero fondamentalmente un regista ma con il tempo sono diventato anche un finalizzatore. In più di una occasione c’è stato bisogno di svolgere altri compiti in campo e un po’ alla volta mi sono ritagliato uno spazio come guardia, quello che io definisco il mio secondo ruolo.

In che modo ti sei avvicinato alla pallacanestro?
Diciamo che mio padre mi ha consapevolmente indirizzato verso il basket: lui è stato un buon giocatore in serie B e C per cui in casa si è sempre respirato profumo di palla a spicchi. A cinque anni ho cominciato a frequentare il palazzetto e poi è stato un crescendo di passione. Ora è diventata la mia professione anche se poi, con la famiglia, partecipo alla gestione di un agriturismo in Maremma.

Cosa ti ha fatto accettare la proposta Rucker Sanve?
Quando, due stagioni fa, sono venuto a giocare da voi con Faenza, quel poco che ho visto mi aveva già dato l’idea di una società giovane ma ben organizzata. Dopo i primi contatti avuti con la dirigenza che mi hanno fatto percepire fin da subito la serietà della proposta, ho preso informazioni e queste hanno ulteriormente confermato le impressioni e le qualità dell’ambiente Rucker Sanve. Ho apprezzato inoltre il progetto che mi è stato esposto e sono venuto qui a San Vendemiano proprio per condividerlo. Infine, ho avuto modo di sentire telefonicamente coach Marco Mian e devo dire che dalle sue parole e dal tono della sua voce ho capito che la sua filosofia del lavoro duro sul campo e in allenamento coincide con la mia: sono convinto che il lavoro paga, sempre. E i risultati ne sono una conseguenza.

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