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Virus, cristiani e musulmani in preghiera insieme: «O Dio, nella tempesta ci affidiamo a Te»

«Siamo tutti sulla stessa fragile barca, sempre: preghiamo Dio che ci aiuti ad uscire salvi da ogni tempesta»

 

«Siamo alcuni preti e alcuni imam del trevigiano. Ormai da settimane sia le comunità cristiane sia le comunità musulmane ed altre comunità ancora non possono riunirsi per pregare, se non a distanza. Un cammino di iniziative di incontro e di conoscenza reciproca tra credenti che dura ormai da anni, e che ha coinvolto alcune parrocchie, alcune associazioni culturali e religiose islamiche e associazioni di volontariato, ci ha messi in grado di realizzare un piccolo segno di preghiera in questo tempo di grande sofferenza per tutti. Pur nelle differenti vie di incontro con Dio, abbiamo ritenuto importante unire le nostre voci per affidare a Lui tutta l’umanità che soffre le conseguenze di questa epidemia, come ha fatto venerdì papa Francesco, senza dimenticare chi ogni giorno continua a patire situazioni di violenza, di ingiustizia, di fame e sfruttamento». A dirlo sono i coordinatori dell’iniziativa Bruno Baratto, incaricato per le relazioni tra cristiani e musulmani per la diocesi di Treviso, e Abdellah Ajouguim, mediatore culturale dell'associazione culturale e religiosa islamica Attawassol di Montebelluna.

«Speriamo che il breve video realizzato possa servire perché sempre più credenti di ogni religione si uniscano in preghiera, ciascuno nel modo che gli è proprio. Non pretendiamo di rappresentare né tutti i cristiani né tutti i musulmani. E’ solo una piccola iniziativa che si aggiunge a tante altre per aiutare a superare questo tempo problematico per tutti. Siamo infatti convinti che in questo momento chi crede in Dio sia chiamato a pregare con costanza, perché si trasformino i nostri cuori e siano resi capaci di aprirsi ad una solidarietà sempre più profonda e vera: i nostri comportamenti diventino segno della responsabilità che ci assumiamo per costruire il bene di tutti, anche una volta superata l’emergenza di questa epidemia. Chiediamo di imparare in questi momenti così difficili a far crescere sempre più la nostra umanità: lo riteniamo uno dei precetti più importanti di ogni religione. Siamo tutti sulla stessa fragile barca del mondo, sempre: preghiamo Dio che ci aiuti e ci insegni ad uscire salvi da ogni tempesta».

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