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Lavori quasi conclusi al Ponte della Priula, a inizio giugno la riapertura

L'ultimo sopralluogo di Anas con il governatore Zaia, i sindaci ed il presidente della provincia, Stefano Marcon. La novità sono le due piste ciclopedonali: prima dell'inaugurazione sarà lasciato libero ai residenti della zona per una passeggiata

 

Si è svolto oggi, martedì 23 aprile, il sopralluogo congiunto Regione – Anas (Gruppo FS Italiane) presso l’area di cantiere dove sono in dirittura di arrivo i lavori di restauro conservativo, consolidamento fondazionale ed adeguamento dimensionale del ponte della Priula a Susegana, in provincia di Treviso, lungo la statale 13 “Pontebbana”. Presenti durante il sopralluogo, l’ultimo in programma prima della riapertura al transito del ponte, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, l’Amministratore Delegato di Anas Massimo Simonini, il Presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon, il sindaco di Nervesa della Battaglia Fabio Vettori e il vicesindaco di Susegana, Alessandro Pettenò. Gli interventi sono iniziati a maggio 2018 ed hanno richiesto l’interdizione al traffico sul ponte storico. In concomitanza con l’avvio dei lavori è stato infatti aperto al traffico il percorso alternativo che ha consentito di dirottare la circolazione dal ponte storico al tracciato provvisorio costruito nell’alveo del Piave, realizzato appositamente per permettere la continuità del collegamento fra le sponde del fiume e quindi fra i comuni di Susegana e Nervesa della Battaglia.

Il ponte storico della Priula è una infrastruttura dei primi del Novecento della lunghezza di 430 metri, composta da 20 arcate sostenute da 21 pile che suddividono l’opera in 20 campate. Le indagini periodiche condotte da Anas hanno messo in luce la necessità di intervenire sulla struttura che è interessata dall’erosione dell’alveo del fiume, tramite la sistemazione, in particolare, delle pile, degli archi e dei parapetti laterali che presentavano un naturale degrado. L’investimento complessivo per l’intero corpo degli interventi ammonta ad un totale di circa 9,3 milioni di euro, di cui 1,3 milioni per la realizzazione della viabilità alternativa. «Passato e futuro convivono in questo ponte che per il Veneto è identitario -ha dichiarato il Presidente della regione Luca Zaia- alla struttura storica di quello che è per noi il collegamento fra destra e sinistra Piave, i bravi tecnici dell'Anas hanno sovrapposto sostanzialmente un nuovo ponte in acciaio. Un bellissimo lavoro, figlio di una ingegneria sapiente e rispettosa della storia e dell'ambiente, che ha visto anche la valutazione positiva da parte della Sovrintendenza. Il rispetto per l'ambiente si evidenzia anche nella costruzione di splendide piste ciclopedonali in entrambi i sensi. Vorrei che la riapertura del ponte fosse una festa per tutti i cittadini. Una festa per riappropriarsi del ponte e viverlo prima che il traffico di due fra i distretti industriali più importanti d'Europa torni a scorrere regolarmente. Con questa Anas abbiamo tanti progetti, a partire dalla fortunata presenza in Cav, che intendiamo sviluppare giacché il rapporto con la Regione Veneto è leale e costruttivo».

«L’investimento e la professionalità che abbiamo messo in campo – ha spiegato l’AD di Anas Massimo Simonini – darà presto i suoi frutti a tutto vantaggio dell’intera provincia di Treviso, sia in termini di sicurezza per la circolazione lungo la statale Pontebbana che di rivalutazione, anche estetica, di una infrastruttura di notevole rilevanza storica. Non solo, mi preme anche sottolineare che il progetto di adeguamento e consolidamento di un ponte così imponente, che attraversa un fiume dalle caratteristiche torrentizie come il Piave, ci ha messi alla prova durante la piena dello scorso ottobre. In soli 8 giorni siamo riusciti a ripristinare la circolazione sulla passerella provvisoria riattivando allo stesso tempo i lavori interrotti sulla struttura storica. Anche questo si deve alla professionalità e alla dedizione di tutti i nostri tecnici».

L’importante intervento preparatorio di bonifica bellica dell’area di cantiere ha portato alla luce ben 84 ordigni bellici di varie tipologie richiedendo, con la fase di definizione dei materiali di restauro concordata con la Soprintendenza della provincia di Treviso, un tempo di lavoro di circa 410 giorni. Ulteriori 630 sono stati necessari per i primi interventi di consolidamento delle fondazioni e per realizzare la viabilità provvisoria, interessata a fine ottobre 2018 e a inizio aprile di quest’anno dalla piena del fiume Piave e per il cui ripristino Anas ha messo in campo tempestivamente risorse e personale al fine di riaprire il tracciato in alveo nei tempi tecnici più brevi possibili. Nell’ambito del progetto di adeguamento dimensionale, le cui attività sono in via di completamento e per il quale è stato previsto un tempo di lavoro di 215 giorni, è stato realizzato l’allargamento complessivo della sede stradale di circa 3,20 metri con uno sbalzo di 1,60 metri da entrambi i lati del ponte. La nuova sezione è quindi composta da due carreggiate di 3,75 metri, oltre che da banchine e barriere laterali. L’impalcato è inoltre completato da una pista ciclabile laterale per ogni senso di marcia ed è stato riposizionato il parapetto originario, appositamente restaurato, costituito da elementi metallici intervallati da pilastrini in cemento armato. Le lavorazioni in progetto hanno previsto anche la demolizione dell’attuale sede stradale e la realizzazione di una struttura mista in acciaio e calcestruzzo finalizzata ad aumentare il livello di resistenza dell’intera struttura.

Per quanto riguarda il consolidamento, sono state rinforzate le pile mediante la realizzazione di colonne armate con l’iniezione nel terreno di materiale cementizio tramite la tecnologia jet grouting. Per quanto concerne il rafforzamento delle fondazioni del ponte sono stati eseguiti interventi di cerchiatura per mezzo del posizionamento di micropali alla base di n. 5 pile, mentre per le restanti pile sono state posti in opera delle gabbionate opportunamente dimensionate. L’installazione di nuovi isolatori oleodinamici finalizzati ad assorbire e dissipare l’eventuale picco di energia generato da una scossa tellurica ha inoltre consentito di migliorare il comportamento sismico della struttura. Il sopralluogo è stato programmato in vista della riapertura al transito del ponte storico completamente restaurato che si prevede possa avvenire entro i primi giorni del mese di  giugno. Sono infatti in corso gli ultimi interventi propedeutici al ripristino della viabilità, relativi in particolare alla posa delle barriere laterali e di una parte dei parapetti originali già restaurati e alla realizzazione della pavimentazione stradale. Una volta ripristinata la circolazione sul ponte, Anas avvierà le attività di smantellamento della passerella provvisoria ed il completamento del restauro dell’intradosso del ponte, interventi che non avranno alcuna ripercussione sulla viabilità lungo la statale e che si prevede di completare in 100 giorni.

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