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Un disabile

Un disabile

Cessione delle ferie alla collega per accudire il figlio disabile, Alì si rifiuta

Il sindacato Filcams Cgil denuncia la triste vicenda e chiede all’Azienda di rivedere l’incomprensibile posizione

I lavoratori dell’Alì vogliono donare le ferie alla collega, mamma sola con figlio disabile. L’azienda si oppone. È successo al punto vendita di Mogliano Veneto della catena della grande distribuzione, dove neppure l’intervento del Sindacato è riuscito a far cambiare l’insensata e incomprensibile posizione dell’azienda. La vicenda è presto raccontata: a seguito della chiusura delle scuole e l’utilizzo della didattica a distanza, la donna, trentanovenne sola, ha dovuto accudire il figlio dodicenne con disabilità esaurendo in toto ferie e permessi. Mossi da senso di solidarietà, i colleghi hanno chiesto assistenza alla sigla sindacale, la FILCAMS CGIL di Treviso, al fine di avanzare ad Alì un progetto di ferie solidali a costo zero per l’azienda. Il tutto si sarebbe concretizzato nella cessione su base volontaria di una giornata lavorativa per dipendente, e ben 24 dei 30 del punto vendita avrebbe di cuore aderito sollevando così la collega dalle difficoltà di conciliare i tempi dell’accudimento e quelli del lavoro.

La FILCAMS CGIL si è fatta più che volentieri portavoce di questo gesto di supporto da parte dei colleghi pensando di trovare le porte aperte e volendo chiedere all’Azienda di contribuire anch’essa in qualche modo. «Siamo rimasti a bocca aperta di fronte alla risposta negativa che ci è stata data – ha detto Wilma Campaner della FILCAMS CGIL di Treviso –, non ce lo saremo mai aspettati. Non solo non c’è stata nessuna proposta aggiuntiva all’iniziativa ma lo stesso progetto di ferie solidali è stato bocciato. L’azienda si è dimostrata sorda alle richieste dei propri dipendenti e insensibile di fronte a questa difficile situazione familiare, abbarbicandosi dietro a una scusa che non ha alcun senso. Ovvero, non essendo prevista questa modalità dal Contratto Collettivo Nazionale, per Alì allora non si può fare. Una risposta assurda e incomprensibile, alla luce del fatto che oltretutto il CCNL per questi lavoratori non è rinnovato dal 2019».

«Confidiamo – aggiungono Wilma Campaner e il segretario generale della FILCAMS CGIL di Treviso Alberto Irone – che Alì, facendo seguito alla nostra ultima richiesta di incontro, riveda tale posizione e la corregga in tempi brevi, dimostrandosi sensibile e generosa e mettendoci anche un contributo a sollievo della dipendente».

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