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Venerdì, 19 Aprile 2024
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Chirurgia del fegato, Treviso prima in Italia: «Mortalità pari a zero nel post intervento»

L'equipe del Ca' Foncello diretta dal professor Giacomo Zanus si è classificata con il Policlinico Gemelli di Roma, al primo posto in Italia per la sopravvivenza dei pazienti operati nei trenta giorni post-operatori. I dati di Agenas

La Chirurgia 2 dell’ospedale Ca' Foncello, diretta dal professor Giacomo Zanus, si colloca all’ottavo posto in Italia per numero di interventi eseguiti per la patologia tumorale maligna primitiva e metastatica del fegato e delle vie biliari. Questo quanto emerge dai dati del Programma Nazionale Esiti (Pne) 2022 di Agenas, l’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali.

Grazie alla solidità del modello assistenziale applicato, nonostante le difficoltà ereditata del periodo pandemico, il reparto trevigiano non solo ha mantenuto, ma ha anche incrementato la numerosità degli interventi chirurgici per i tumori primitivi e metastatici del fegato; questo dato rappresenta il risultato della combinazione tra tecnica chirurgica mini-invasiva a elevatissimo tasso tecnologico, terapie oncologiche per e post-operatorie, protocolli terapeutici gastroenterologici e accuratezza diagnostica radiologica e anatomo-patologica supportate da una qualificata assistenza infermieristica e Oss. Ma il risultato clinicamente più rilevante, sempre riportato dal Pne di Agenas, riguarda i dati inerenti la sopravvivenza dei pazienti sottoposti a intervento al fegato. Tra i centri a elevata attività, che eseguono annualmente oltre cento resezioni di fegato ad alta complessità, la Chirurgia 2 dell’ospedale Ca’ Foncello si colloca accanto al Policlinico Gemelli di Roma, al primo posto in Italia per la sopravvivenza dei pazienti operati, con una mortalità pari a zero nel periodo più critico, quello dei trenta giorni post-operatori. 

I commenti

«È un risultato di grande rilievo - commenta il professor Zanus -, che conferma la Chirurgia 2 come centro a elevato numero di interventi per le patologie del fegato e delle vie biliari con risultati ottimali in termini di cura e di sopravvivenza post-operatoria. Un risultato frutto di una collaborazione trasversale e virtuosa tra Istituzioni, Ulss 2, Università di Padova e Medici di Medicina Generale che forniscono un contributo importante sotto il profilo della prevenzione e dell’accoglienza nel post-operatorio. Se l’Università ci ha garantito le conoscenze scientifiche e le tecniche operative più all’avanguardia - continua il primario -, la Regione e la Direzione Ulss hanno creduto nel progetto di sviluppo della chirurgia epatica a Treviso, che assiste un bacino d’utenza di quasi 900mila persone, supportandone la crescita con investimenti mirati in termini di risorse tecnologiche e umane. Tutto questo ha consentito di attuare e consolidare il concetto di rete operativa, comprendente le eccellenze rappresentate dalle Epatologie, dalle Medicine e dalle Oncologie delle varie realtà ospedaliere dell’Ulss 2 e i percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (Pdta) dedicati».

«Le potenzialità e le eccellenze di cui dispone il Ca’ Foncello - conclude il direttore generale, Francesco Benazzi - supportate dalla nuova dotazione di sale operatorie, costituiscono le basi per un ulteriore miglioramento dei risultati descritti e i primi dati grezzi disponibili, inerenti il 2023, confermano un trend in ulteriore significativa crescita per quanto riguarda il numero di pazienti trattati in maniera curativa. La crescita clinica - continua Benazzi - non potrà che incrementare l’offerta formativa rivolta alla preparazione dei futuri professionisti. Ringrazio per i brillanti risultati raggiunti il prof Zanus e tutto il suo team chirurgico, che con quello anestesiologico e con lo staff infermieristico e Oss raggiungono una gestione clinica pre e post-operatoria di eccellenza in un percorso a elevata complessità quale la chirurgia maggiore del fegato».

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