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La Tenda a rischio chiusura, i sindacati: «Non perdiamo questo servizio»

La Fp Cgil trevigiana sostiene la richiesta di rivedere la convenzione e alzare la quota giornaliera erogata dall’Ulss 2 per il servizio di accoglienza e assistenza alle persone malate di Hiv

Una delle rare realtà che in Veneto fanno accoglienza e assistenza alle persone malate di Hiv rischia di chiudere. È la trevigiana casa alloggio La Tenda che fa capo a Linea Infinita Onlus e che ha sede dal 2013 in via Cal di Breda a Treviso.

Difficile far quadrare i conti a causa della non piena occupabilità dei 9 posti disponibili e della gravità degli assistiti, con bisogni di cura maggiori che in passato. A essere allarmata della situazione della struttura d’accoglienza è la Funzione Pubblica Cgil di Treviso; una preoccupazione sia per la perdita di un servizio necessario sul territorio sia per i posti di lavoro che verrebbero a mancare. Per questo il sindacato sostiene la richiesta avanzata all’Ulss 2 Marca Trevigiana da La Tenda di rivedere l’attuale convenzione, riparametrando la parte economica giornaliera erogata dalla Azienda sanitaria per ospite. Ad oggi La Tenda impiega 7 dipendenti, dei quali due Oss e si avvale della collaborazione di due infermieri.

Il commento

«Una quota, quest’ultima - precisa Marta Casarin, segretario generale Fp Cgil di Treviso -, che con delibera della Regione Veneto è stata ridotta dal 2015 passando da 127 a 115 euro giornalieri. Di questi il 60% è la parte coperta dall’ULSS e il 40% dagli ospiti e dalle loro famiglie. Uno dei nodi centrali è il rilievo sanitario del quale le persone accolte hanno bisogno, ovvero il grado di assistenza commisurato alla gravità della loro situazione di salute. A La Tenda negli ultimi anni giungono situazioni con una certa gravità e dunque con necessità di maggiore assistenza, quali a livello di hospice, che comporta maggiori risorse economiche da destinare ai professionisti, Oss e infermieri. Contestualmente la Regione ha, invece, abbassato la quota mandando in corto circuito l’equilibrio di bilancio di questa struttura, che ha dovuto già ridimensionare il personale a gennaio.

Oggi, per continuare a essere una realtà accreditata, ovvero poter erogare un servizio pubblico in convenzione - continua Casarin - la Regione chiede una maggiore copertura infermieristica e altri adempimenti entri il 31 marzo. Contrariamente, La Tenda perderebbe l’accreditamento e dunque dovrebbe chiudere o, ma è tutto da vedere, trasformarsi in mero cohousing per ospiti senza grandi necessità di assistenza ma solo di alloggio. Lasciando così scoperti, seppur poche, quelle persone alle quali La Tenda offre il proprio servizio. Come Sindacato - conclude Casarin - crediamo che una realtà come questa dovrebbe essere sostenuta e non abbandonata. Chiediamo una certa sensibilità da parte dei vertici dell'Ulss 2 per trovare una soluzione e nel revisionare la convenzione non perdere questo servizio e lasciare per strada persone che necessitano di supporto e cura».

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