Denuncia il marito per maltrattamenti ma poi ci ripensa: un 37enne a processo

La stessa cosa era successa quando lo aveva denunciato, due anni fa, alla Procura di Pordenone. Identici i fatti, uguale la retromarcia. Ma data la gravità dei fatti contestati ora si procede d'ufficio

Un'aula del tribunale di Treviso

«Mi insulta, minaccia di morte me e i figli, mi picchia e mi violenta». Sono le gravissime accuse rivolte da una 35enne nei confronti del compagno con cui convive a Mansuè. Che però ha ritirato la denuncia. «Ho esagerato»: ha detto agli inquirenti. La stessa cosa era successa quando lo aveva denunciato, due anni fa, alla Procura di Pordenone. Identici i fatti, uguale la retromarcia. Ma data la gravità dei fatti contestati ora si procede d'ufficio. Ora sarà il processo all'uomo, finito alla sbarra con l'accusa di maltrattamenti, a stabilire la verità dei fatti. La difesa, affidata all'avvocato Giuseppe Muzzupappa del Foro di Treviso, ha già pronta la controffensiva. «La farò testimoniare in favore del mio assistito -ha spiegato- questa è una situazione molto delicata soprattutto perché di mezzo ci sono figli minori che adesso sono molto spaventati dalla madre. Non è un caso giudiziario ma una emergenza che dovrebbe essere presa in carico dai servizi sociali per aiutare lei e la coppia».

«Mi picchia e mi violenta»: aveva spiegato la donna nella querela arrivata la scorsa estate sul tavolo del pubblico ministero Barbara Sabattini. «Ma in realtà -si è sempre difeso l'imputato- è lei che aggredisce me. Lo fa anche con in mano un coltello e così terrorizza i nostri figli. In qualche circostanza mi sono dovuto difender e ammetto di averle dato qualche schiaffone». Ora il difensore dell'uomo, l'avvocato Giuseppe Muzzupappa del Foro di Treviso, ha deciso di andare al contrattacco e visto che è stata la stessa presunta vittima a ritrattare ha deciso di chiamare la donna a testimoniare proprio in favore del compagno che lei stessa ha messo per due volte nei guai con la giustizia. «Ho esagerato, ammetto di essere molto gelosa»: ha ammesso la 35enne, che nelle settimane scorsa avrebbe anche chiesto di poter ricevere assistenza da parte di uno psicologo del Centro di Salute Mentale della Ulss 2.

Gravissime le accuse che aveva rivolto al 37enne. «Mi insulta, mi picchia, mi violenta. Mi ha minacciato di morte e lo ha fatto anche nei confronti dei figli»: sono state le parole riferite agli inquirenti. Gli ultimi fatti sarebbero accaduti tra giugno e agosto di quest'anno: prima lui l'avrebbe presa a calci buttandola fuori di casa, poi l'avrebbe aggredita convinto che la donna avesse una relazione in Puglia, dove si era recata a vivere dai genitori dopo l'ennesimo litigio, salvo tornare a casa sua qualche settimana dopo. E soprattutto l'avrebbe più volte obbligata ad avere rapporti sessuali a cui lei si sarebbe strenuamente opposta.

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