Obbligo delle mascherine dalle 18 alle 6: la Prefettura ordina un aumento dei controlli

Nonostante i cittadini stiano rispondendo bene alle ultime disposizioni, la decisione è stata presa per evitare possibili assembramenti

Si è tenuta giovedì mattina, presieduta dal Viceprefetto Vicario di Treviso Antonello Roccoberton, una riunione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica sulle disposizioni introdotte dall'Ordinanza del Ministro della Salute dello scorso 16 agosto, con la quale sono state emanate ulteriori prescrizioni per contenere la diffusione del virus Covid-19.

Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato, oltre ai vertici delle forze di Polizia, il Presidente della Provincia Stefano Marcon, nonché il Vice Sindaco e il Vice Comandante della Polizia Locale in rappresentanza del Comune di Treviso, sono state valutate le modalità di attuazione delle misure introdotte dall'Ordinanza del 16 agosto - già diramata ai Comandi delle Polizie Locali - con particolare riferimento all'obbligo, dalle 18 alle ore 6 di ogni giorno, di usare protezioni delle vie respiratorie, anche all'aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) dove per le caratteristiche fisiche sia più "agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale".

Negli ultimi giorni è stato infatti rilevato che i cittadini hanno da tempo assunto comportamenti consapevoli della necessità di adottare misure di prevenzione del contagio e che le misure scelte si possono di fatto verificare nella fascia oraria indicata dall'ordinanza nella quale non sia assicurato il distanziamento di un metro previsto dalla normativa. Si è quindi convenuto sulla necessità di un aumento dei controlli, da parte delle polizie locali (in caso di necessità coadiuvate dalle forze di polizia), con particolare attenzione ai luoghi maggiormente a rischio di assembramenti nei singoli territori comunali.

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Non meno importante il ruolo delle Amministrazioni locali, sia nella sensibilizzazione sull’uso delle mascherine e sul divieto di assembramenti, che nella eventuale possibilità di attivare gli strumenti messi a loro disposizione dalla vigente legislazione per fronteggiare possibili criticità, tra cui rientra anche il potere sindacale di intervento sull’orario di apertura degli esercizi pubblici nel caso in cui, ad esempio, il protrarsi della attività dell’esercizio portasse situazioni in contrasto con il divieto di assembramento o, comunque, con le regole del distanziamento interpersonale. 

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