Goffredo Parise, commemorazione del 33° anniversario della scomparsa

Il ricordo è stato affidato a Maria Rita De Faveri, medico di Oderzo e cara amica dello scrittore che, a partire dal sillabario Solitudine, dove è protagonista di un breve cameo, ha ripercorso il suo incontro con lui

La commemorazione

Si è tenuta sabato 31 agosto, la commemorazione del 33° anniversario della scomparsa di Goffredo Parise presso la Casa di Cultura a lui intitolata a Ponte di Piave, dove l'autore ha voluto essere sepolto. E' un appuntamento ormai molto sentito dagli amici di un tempo dello scrittore e da quanti amano la sua opera. «L'ammministrazione Comunale -si legge in una nota- tiene particolarmente all'evento che permette di testimoniare come il lascito dello scrittore sia onorato da quello che la Casa di Cultura sta diventando per Ponte di Piave e dalle attività che si sviluppano attorno ad essa». Il consigliere regionale Sonia Brescacin, presente alla commemorazione, ha ricordato quanto l'autore fosse attento al luoghi dove aveva scelto di abitare, con uno sguardo a 360 gradi, capace di cogliere sfumature e diversità. A tale proposito va ricordato l'impegno della Regione del Veneto per rendere la Casa di Cultura accessibile, ed in particolare l'impegno del consigliere Brescacin per un progetto sulla Lingua dei Segni Italiana che gravita attorno ai luoghi parisiani.

Il Sindaco Paola Roma ha così aperto l'incontro: «Ricordo l'importanza di questo luogo simbolo per il nostro comune e quanto la figura di Parise ancora riesca a stimolare la vita culturale del paese. Sono lieta anche di riportarvi le parole di Giosetta Fioroni che mi ha telefonato poco fa e mi ha pregato di prestarle la mia voce: 'Sono con voi in questo giorno in cui ricordiamo l'uomo che è stato e sempre sarà il centro della mia vita». La serata è stata condotta dall'Associazione "i Sillabanti", un gruppo di giovani appassionati che collaborano con l'Amministrazione Comunale per la valorizzazione della Casa Museo, mettendo in campo gratuitamente le loro professionalità nella realizzazione di eventi e nel garantire le visite guidate alla stessa.

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Il ricordo è stato affidato a Maria Rita De Faveri, medico di Oderzo e cara amica di Parise che, a partire dal sillabario Solitudine, dove è protagonista di un breve cameo, ha ripercorso il suo incontro con  lui restituendoci l'uomo curioso, indagatore, ironico, determinato, generoso che lei ha conosciuto, rivelando aspetti della sua personalità meno conosciuti. Volutamente non si è voluto parlare in senso stretto di letteratura ma i numerosi presenti sono riusciti, grazie al racconto vivace e divertente della dottoressa De Faveri, a meglio comprendere l'eccezionale originalita e genialità della scrittura di Parise, da sempre profondamente legata alla conoscenza dell'umano, sperimentata, negli ultimi anni, quotidianamente a Ponte di Piave.

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