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Debutta il prosecco rosè di Villa Sandi

Il Gruppo, tra i maggiori sostenitori della nascita di questo prodotto, ha riscontrato enorme interesse nel mercato e ha venuto oltre un milione di bottiglie

 L’attesa è finita: scatta l’ora del Prosecco Rosé DOC, che in questi giorni è sbarcato nei supermercati, nelle enoteche e nei ristoranti
d’Italia e di tutto il mondo. Villa Sandi è in prima fila nel lancio della prima storica annata del Prosecco Rosé con oltre un milione di bottiglie prodotte sul totale di dodici milioni in uscita dalle cantine di tutti i produttori del consorzio Prosecco DOC Treviso.

Giancarlo Moretti Polegato, presidente di Villa Sandi, ha dichiarato che «il debutto delle bollicine rosa ha rimesso tutto il panorama del Prosecco sotto la lente d’ingrandimento dei suoi appassionati e del mondo del vino, di fatto beneficiando l’intera denominazione.
Questo sviluppo valorizza ulteriormente il territorio trevigiano e il suo patrimonio di sapori, che raggiungerà molti Paesi nel mondo in una nuova ed attesa declinazione. Il lancio del Prosecco Rosé offre inoltre un messaggio di positività in un momento storico difficile per
tutti i settori».

La nuova bollicina rosa è frutto del matrimonio tra due vitigni: la varietà autoctona trevigiana Glera, con cui si produce il tradizionale Prosecco DOC, e il Pinot Nero, uva internazionale particolarmente vocata alla spumantizzazione, vinificata in rosso e presente
in una percentuale compresa tra il 10% e il 15%, che conferisce allo spumante il caratteristico colore rosa tenue. La rifermentazione, che avviene in autoclave secondo il metodo Charmat, dovrà rispettare una durata minima di 60 giorni, dopo di cui avverrà
l’imbottigliamento.

A fare da traino alla nascita del Prosecco Rosé è stato il crescente desiderio di una bollicina rosa da parte degli amanti del Prosecco. Un interesse dimostrato da un pubblico internazionale soprattutto femminile e interpretato in anticipo da Villa Sandi, tra le prime aziende ad aver creduto nel potenziale del prodotto e ad aver investito in questa direzione.

Il Gruppo, che a tutti gli effetti si può definire un pioniere del Prosecco Rosé, è stato tra i maggiori sostenitori del Consorzio nella variazione al disciplinare di produzione, condizione necessaria per riportare in etichetta la denominazione di origine controllata,
approvata lo scorso maggio.
La risposta dei buyer internazionali è stata tempestiva e molto positiva. In pochi giorni Villa Sandi ha venduto tutto il Prosecco Rosé ottenuto dalla vendemmia 2019 ancora prima di essere imbottigliato. Due sono i marchi con cui il Gruppo sarà presente sugli scaffali e nei ristoranti: Villa Sandi e La Gioiosa. I Paesi che si sono dimostrati più sensibili al nuovo Rosé sono gli stessi che hanno innescato il boom internazionale del Prosecco, in particolare Regno Unito, Stati Uniti e Nord Europa

Cantina Sandi esordisce sul mercato con tempestività favorito dal fatto che da tempo possiede vigneti impiantati a Pinot Nero. Per produrre il suo Prosecco Rosé Villa Sandi ha utilizzato infatti solo uve proprie, senza rivolgersi a conferitori esterni. La seconda annata del Rosé,
ottenuta dalla vendemmia 2020 e in vendita a partire dal 2021, potrebbe valere per Villa Sandi due milioni di bottiglie, pari al 10% della produzione di Prosecco DOC del Gruppo. Per quanto riguarda il prezzo di vendita, quello del Rosé sarà del 10% maggiore rispetto al
prezzo del Prosecco DOC.

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