Inaugurato a San Pietro di Feletto, il tempietto votivo intitolato alla Beata Vergine

Il sindaco Maria Assunta Rizzo: «Grazie alle famiglie Casagrande, Granziera e Stocco per aver sostenuto i lavori di rifacimento di un luogo di devozione molto sentito dagli abitanti del paese»

Il taglio del nastro

Le sue origini si perdono nel tempo. Ma la devozione degli abitanti di San Pietro di Feletto l’ha accompagnato sino ai nostri giorni. E oggi il capitello della Beata Vergine risplende di nuova luce. Il tempietto votivo posto tra via Veneto e via Dei Pascoli, sulla strada che conduce da San Pietro a Rua, è stato restaurato con un intervento finanziario sostenuto dalle famiglie Casagrande, Granziera e Stocco, che risiedono nei pressi del capitello. Oggi, alla presenza della sindaca di San Pietro di Feletto, Maria Assunta Rizzo, l’inaugurazione ufficiale.

«Si tratta di un’opera che fu presumibilmente costruita intorno al XVIII-XIX secolo -spiega il sindaco Rizzo, affiancata dal parroco di San Pietro di Feletto, don Adriano- Non si hanno notizie scritte dell’epoca, solo alcune testimonianze verbali più recenti che ci riportano ai primi del Novecento: la nonna di Angelo Casagrande, nata nel 1903, raccontava al nipote che, da bambina, passava davanti al capitello raffigurante la Beata Vergine che con le mani benediceva le colline. Il tempietto è il simbolo di una fede cristiana che aveva trovato qui un luogo di aggregazione e preghiera. I felettani, ancora oggi, gli sono molto affezionati. Dobbiamo ringraziare le famiglie Casagrande, Granziera e Stocco che hanno sostenuto le spese del restauro, donando alla comunità un simbolo votivo più che bello mai». 

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La famiglia Casagrande (soprannominata “Biaset”, da cui il nome del capitello), in particolare, si occupa da sempre della manutenzione del tempietto votivo, che fu restaurato una prima volta nel 1966, anno in cui, nei pressi dell’antica Pieve di San Pietro di Feletto, venne anche inaugurato il monumento dedicato a Papa Giovanni XXIII. Il Papa Buono, quand’era Patriarca di Venezia, era solito soggiornare per brevi periodi nella villa patriarcale accanto alla Pieve, tanto che la scorsa primavera è stato inaugurato un sentiero che ripercorre le passeggiate del futuro Papa Giovanni XXIII durante i suoi momenti di preghiera e riflessione.

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«L’immagine di Papa Giovanni XXIII compariva, insieme a quelle della Beata Vergine, di Cristo e San Pietro, all’interno del capitello -spiega Angelo “Gino” Casagrande- L’incarico di affrescare le nuove immagini, in occasione del restauro del 1966, fu dato a Giovanni Bonaldo, un pittore del paese. In occasione di quest’ultimo restauro abbiamo mantenuto i quattro soggetti, affidando la loro riproduzione all’artista coneglianese Franco Corrocher. C’è il dubbio della datazione: nel 2015 il capitello è stato spostato di qualche metro rispetto alla sede storica per creare una zona di rispetto e migliorare la visibilità all’incrocio. Pensavamo che sollevandolo avremmo trovato qualche indicazione sul periodo della sua costruzione. Ma così non è stato. Restano i ricordi di mia nonna». All’inaugurazione del capitello, è seguita una cerimonia tradizionale nel giorno dell’Immacolata Concezione: la benedizione dei veicoli a motore. Al termine, un piccolo rinfresco offerto dalla famiglia Casagrande, con un contributo libero devoluto all’associazione Lotta contro i tumori Renzo e Pia Fiorot.  

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