Sciopero dei lavoratori delle filiali Site di San Vendemiano e San Biagio di Callalta

Nella Marca l’azienda conta su un totale di 200 dipendenti impegnati nella progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti telefonici e reti di media e bassa tensione per committenti quali Tim, Open Fiber ed Enel

Dei cavi di rete

Sciopero di 4 ore giovedì 17 settembre dei lavoratori di una delle filiali trevigiane della Site, Società Impianti Telefonici ed Elettrici con sede centrale a Bologna e 29 sedi operative in 14 regioni italiane. Nella Marca l’azienda è presente a San Vendemiano e a San Biagio di Callalta, con un totale di 200 dipendenti impegnati nella progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti telefonici e reti di media e bassa tensione per committenti quali Tim, Open Fiber ed Enel. I lavoratori del comparto TLC che lavorano presso la filiale di San Biagio di Callalta si asterranno dal lavoro dalle 8 alle 12. Nel mirino della protesta proclamata dalle Organizzazioni sindacali territoriali unitamente alle Rsu, la mancata risposta da parte dell’azienda ad alcune questioni ritenute fondamentali dai lavoratori e dai rappresentanti sindacali per poter continuare a garantire un servizio che durante il lockdown si è rivelato cruciale.

I dipendenti denunciano l’obsolescenza delle auto aziendali prive di climatizzatore, ormai di serie su quasi tutti i veicoli in circolazione. La prima richiesta di ammodernamento del parco auto risale ormai a due anni fa ma l’unica risposta ottenuta da parte aziendale è stato l’impegno ad effettuare un’analisi microclimatica dei veicoli aziendali per poi valutare gli interventi del caso. «Impegno che è rimasto solo sulla carta - afferma Giuseppe Vallotto, Segretario generale della Fistel Cisl Belluno Treviso- perché a distanza di quasi due anni siamo ancora in attesa dei risultati e soprattutto degli interventi, a dimostrare che non c’è la volontà da parte dell’azienda di dotare i veicoli di un semplice climatizzatore, rendendo accettabili e sicure le condizioni di lavoro delle maestranze costrette fino ad oggi a viaggiare in auto in condizioni critiche e poco dignitose con temperature oltre i 35 gradi».

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Da più di un anno, inoltre i lavoratori aspettano risposte legate a richieste di avanzamento categoriale e di rinnovo dell’accordo integrativo fermo dal 2008. «Questi lavoratori nel periodo di lockdown hanno garantito supporto ai servizi essenziali in un momento di elevata difficoltà sanitaria - prosegue Vallotto: le lezioni a distanza, le videoconferenze e lo smart working necessitavano della professionalità dei tecnici Site, che quotidianamente sono stati chiamati ad intervenire, effettuando la manutenzione delle linee telefoniche del territorio. I mesi di lockdown hanno messo a nudo tutti i ritardi e le lacune delle infrastrutture digitali italiane. Anche a fronte di questo impegno ci aspettavamo un trattamento migliore nei confronti di questi lavoratori che da mesi attendono risposte dall’ azienda».

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