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Domenica, 14 Aprile 2024
Attualità

Con i suoi 80mila iscritti la Cgil trevigiana va congresso

Dal 6 dicembre via alla tornata delle assise di Categoria, poi a gennaio l’assemblea confederale

Un’organizzazione sindacale che sfiora gli 80mila iscritti e che registra negli ultimi anni un trend di crescita tra gli attivi, ovvero lavoratori e lavoratrici, oggi a quota 37.240: solida, capillare con 18 sedi nel territorio e presente in 5.707 realtà produttive, e prima nel versante dei Servizi con il CAAF che nell’anno ancora in corso ha già raggiunto le 112.512 pratiche e le 56.813 del Patronato INCA. Questa è la CGIL della Marca Trevigiana che avvia domani, martedì 6 dicembre, le dodici assise congressuali di categoria e nel mese di gennaio vedrà insediarsi la nuova assemblea generale e rinnovare gli organismi direzionali per quello che è il 7° Congresso della Confederazione provinciale.

Un percorso partito lo scorso ottobre e concluso in questi giorni con all’attivo 548 assemblee di base, nei luoghi di lavoro e a livello territoriale, che hanno visto eleggere 250 tra delegati e delegate e registrato il 92% di voti favorevoli al “Documento congressuale Uno”, espressione della maggioranza che in questi anni ha guidato il Sindacato a livello nazionale.

Sono 79.281 i tesserati al quadrato rosso trevigiano, per il 59% uomini tra i 37.240 lavoratori iscritti mentre per il 54% donne tra le fila dei pensionati, i quali complessivamente contano 42.041 adesioni al Sindacato. Uno spaccato della società trevigiana per l’87% con cittadinanza italiana, il 96% di provenienza europea e il restante extra continente, che si distribuisce su tutto il territorio della provincia: 31.189 iscritti nel capoluogo, il suo hinterland e l’area sud, 12.254 nel coneglianese, 11.250 nell’area castellana, 9.447 nel montebellunese, 7.049 nel vittoriese, 6.598 nell’opitergino, e altri 1.494 oltre i confini della Marca.

I 37.240 iscritti attivi si suddividono per il 19% nella fascia d’età under 35, il 56% tra i 36 e i 55 anni e per il 25% sono over 55. Mentre, il 67% dei 42.041 pensionati stanno nella fascia d’età compresa tra i 65 e gli 84 anni.

Tra le categorie dei lavoratori, ciascuna con oltre 7mila iscritti, la FIOM e la FILCAMS, per il metalmeccanico e il terziario, si giocano il primo posto per numero di iscritti, chiaro segno della composizione del tessuto produttivo trevigiano. Come specchio ne è la diversità del genere, per la prima il 78% sono uomini, per la seconda il 71% sono donne. Poi la categoria dei lavoratori dei comparti dell’edilizia, la FILLEA, con i suoi 5.476 iscritti. Seguono: la FILCTEM, per i settori tessile e chimico, con 3.388, la FLAI, dell’agricoltura e dell’industria agroalimentare, con 3.222, e ancora il mondo della Funzione Pubblica con 3.160 e della scuola, FLC, con 1.551, dei trasporti, FILT, del sistema del credito e assicurativo, FISAC, e del segmento produttivo della carta e delle comunicazioni, SLC; tutte sopra i mille tesseramenti e tutte che tra il 6 e il 19 dicembre raduneranno i nuovi delegati eletti nelle assemblee nei luoghi di lavoro in assise per rinnovare i vertici di categoria. Chiuderà questa fase congressuale lo SPI il 22 dicembre.

A fianco all’azione di tutela collettiva e individuale esercitata dal Sindacato, il mondo CGIL è composito e annovera, sul piano dei Servizi offerti a lavoratori, pensionati, cittadini e migranti, oltre al CAAF e al Patronato INCA, anche l’Ufficio Vertenze Legali, che negli ultimi quattro anni ha totalizzato complessivamente 5.386 tra pratiche individuali e procedure concorsuali, il SUNIA con una media di 700 pratiche all’anno, Federconsumatori con oltre 600 tra truffe on line, utenze e viaggi. L’AUSER, invece, con i suoi 63 circoli sul territorio, mette in moto oltre 350 volontari e 63 mezzi per il trasporto sociale.

Dall’ultimo congresso, nel 2018, la CGIL trevigiana non è stata solo baluardo e presidio di coesione e uguaglianza sociali, ha avviato nuovi percorsi come quello della sostenibilità, con scelte e azioni concrete nelle proprie sedi territoriali e sul fronte della contrattazione, ne è esempio lampante la piattaforma green lanciata dalla FIOM, ma anche dal punto di vista culturale rafforzando la collaborazione con l’ISTRESCO nel generare un patrimonio culturale, fatto di documenti d’archivio e di pubblicazioni saggistiche, e inaugurando una sua biblioteca in via Dandolo a Treviso e celebrando con un intero anno di iniziative i 110 anni della Camera del Lavoro.

Anni difficili a causa dell’emergenza sanitaria prima e dell’attuale congiuntura economica dettata dalla crisi energetica e internazionale dopo, foriera di grandi incertezze per il mercato del lavoro. Fasi vissute in prima battuta dal Sindacato, dal contributo alla gestione del sistema produttivo e occupazionale nei mesi più duri della pandemia fino alla tenacia con la quale è stata portata avanti la contrattazione aziendale che conduce alla sottoscrizione di una media di 250 verbali all’anno, per ridurre il precariato e al fine di migliorare le condizioni lavorative, di vita e di parità di genere, e quelle economiche dei lavoratori e delle lavoratrici anche in risposta alla progressiva perdita del potere d’acquisto dei salari. Così come non sono mai venute meno le spinte a una serrata lotta all’evasione fiscale e per l’equità sociale che la CGIL chiede alla politica e agli amministratori locali, a vari livelli dai Comuni all’ULSS fino alle utility pubbliche, con i quali sono oltre un centinaio gli accordi firmati annualmente. L’altra grande quanto grave questione per la quale la CGIL trevigiana si è molto spesa in questi ultimi anni è quella della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso appelli pubblici, protocolli, manifestazioni e richiami al mondo produttivo e alle istituzioni del territorio per condurre una seria azione di prevenzione e di controllo perché infortuni e morti sul lavoro non continuino a insanguinare il lavoro.

«Il consolidamento in crescita in termini numerici e il radicamento sull’intero territorio provinciale come presenza capillare, nelle realtà produttive, nel dialogo con le Istituzioni locali portato avanti insieme al Sindacato dei Pensionati, e sul versante dell’offerta di servizi di qualità ai cittadini ci hanno permesso in questo quadriennio di gestire al meglio fasi e situazioni complesse quali l’emergenza sanitaria, senza soluzione di continuità nell’azione sindacale – ha precisato Mauro Visentin, segretario generale delle CGIL – e ci permettono oggi di fotografare un orizzonte di bisogni “trevigiani” che se da una parte ci dice che stiamo intraprendendo i giusti percorsi negoziali in ambito locale, dall’altra fa capire quanto manchino le risposte a livello nazionale per affrontare grandi temi, civili, sociali ed economici, dai salari alle pensioni, dalla lotta alla precarietà alla parità di genere, dall’equità fiscale alla promozione della legalità. Risposte contenute nelle piattaforme unitarie presentate negli ultimi anni ai diversi Governi. Per questo – chiosa Mauro Visentin –, anche in questa fase di esercizio della democrazia del Sindacato, l’Organizzazione non si esime dal suo impegno in difesa del lavoro e dei diritti e ha proclamato per mercoledì 14 dicembre uno sciopero generale di quattro ore in segno di protesta».


 

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