Lottizzazione di Santa Maria del Sile: «Accordo voluto dalla Giunta Manildo»

L’assessore all’urbanistica Linda Tassinari ha voluto chiarire definitivamente gli aspetti legati alla lottizzazione di Santa Maria del Sile dopo le polemiche sollevate dall’opposizione

L'assessore Linda Tassinari

«Il piano di lottizzazione Col di Lana rientra in un accordo pubblico-privato approvato nel 2015 dalla Giunta Manildo, immodificabile da parte della nuova Giunta in quanto rientrante fra i cosiddetti “articoli 6” (della legge regionale 11/2004) se non prevedendo una revisione integrale dello strumento urbanistico, scelta non ritenuta giusta, per tempi ed economia, nei confronti dei cittadini dopo un iter particolarmente lungo e e delicato per lo sviluppo edilizio. Noi non abbiamo voluto paralizzare la città e abbiamo gestito comunque tutta la fase delle osservazioni, ben 626. Per quanto riguarda “Col di Lana”, in particolare, abbiamo solo potuto prendere atto di quanto già deciso in precedenza monitorando in fase di approvazione dello strumento urbanistico la ricaduta dell’intervento sul territorio». Così l’assessore all’urbanistica Linda Tassinari, che ha voluto chiarire definitivamente gli aspetti legati alla lottizzazione di Santa Maria del Sile dopo le polemiche sollevate dall’opposizione. «Anche se qualcuno intende strumentalizzare politicamente la vicenda, è un dato di fatto incontrovertibile che “Col di Lana” sia stato approvato nel 2015, dunque dalla Giunta precedente, e poi oggetto di proposta di variante concretizzata nell' articolo 6 attuato nello strumento per la trasformazione delle superfici dell’originario piano di lottizzazione già licenziato e, nello specifico, una trasformazione dell’originaria superficie residenziale a vantaggio di una implementazione della superficie commerciale, fino ad una superficie di 827,85 mq, a fronte di un beneficio pubblico consistente nella redazione di un tratto di pista ciclopedonale». «Un accordo comunque “blindato”», osserva Tassinari. «In ogni caso, la dimensione commerciale raggiunta risulta essere notevolmente inferiore ai 1.500 mq, comparabile dunque a esercizi di vicinato».

L’Amministrazione sta valutando con estrema attenzione lo strumento urbanistico, anche in previsione di imminenti varianti, nel merito della sua organizzazione pianificatoria, delle sue potenzialità di crescita, per ciò che concerne lo sviluppo edilizio ma soprattutto commerciale, tenendo conto del principio di sequenzialità come da normativa regionale, ma anche attuando una linea programmatica che terrà conto, ovviamente, dei diritti dei privati e delle regole del commercio e di una volontà amministrativa che verte verso una tutela del territorio in senso ampio.

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