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L'interno dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso

L'interno dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso

La crescita del contagio rallenta ma le vittime salgono a 130

Tre decessi al Ca' Foncello, uno al San Camillo. I positivi al Coronavirus sono ora 1.396, stabile il numero dei ricoverati, 50 in terapia intensiva. Sono 4.072 i trevigiani in quarantena domiciliare

Sale a 130 le vittime del Coronavirus nella Marca: nell'ultimo bollettino emesso da Azienda Zero sono tre i decessi registrati all'ospedale Ca' Foncello (tutti uomini di circa 80 anni con gravi patologie pregresse) e uno al San Camillo di Treviso, il primo in questa struttura. Come avviene ormai da qualche giorno, il contagio da Covid-19 sembra rallentare notevolmente in provincia di Treviso. I contagiati si attestano a quota 1.396 mentre è stabile il numero dei ricoverati in area non critica: sono 112 a Vittorio Veneto (23 in meno rispetto al rilevamento di stamattina, lunedì 6 aprile), 83 al Ca' Foncello, 43 al San Camillo, 27 a Castelfranco, 19 a Montebelluna, 11 a Oderzo, 4 a Conegliano. I pazienti in terapia intensiva sono attualmente 50 nella Marca: 22 al Ca' Foncello, 9 a Montebelluna, 7 a Conegliano e 6 a Vittorio Veneto, 6 a Oderzo. I trevigiani in quarantena domiciliare sono 4.072. Dalle case di riposo numeri invariati: 34 i ricoverati a Vedelago e 20 a Ormelle.

A livello Veneto i casi attualmente positivi al Covid-19 sono 11.698 (1.577 ricoverati e 316 in terapia intensiva), con le vittime che si sono attestate a quota 684 e i guariti saliti a 989 (205 in provincia di Treviso).

«Ho sentito il ministro Speranza questa mattina, e in vista della scadenza del Dpcm  spero che si possa lavorare insieme già da ora per il rinnovo del decreto. Gli ho assicurato la mia totale disponibilità così come sono sicuro ci sarà quella di tutte le altre Regioni, perché alla scadenza del Dpcm alle ore 24 del 13, ci sono due vie: rinnovare il decreto all'ultimo minuto e male, o iniziare fin da adesso e in accordo con le Regioni, io immagino con una cabina di regia». Lo ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia oggi durante il punto stampa. E Zaia ha spiegato: «A me piacerebbe aver già riaperto, ma ogni decisione dovrà essere supportata dai dati epidemiologici e dal parere degli esperti della sanità, ma questa è la settimana determinante per proseguire nella tendenza positiva di minori ricoverati in terapia intensiva e perché riparta l'epidemia e per questo non possiamo abbassare la guardia». In ogni caso il presidente della regione ha annunciato che: «Stiamo già preparando un piano per una riapertura se pur graduale che vogliamo sia una valido contributo al piano nazionale del governo».

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