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Martedì, 17 Maggio 2022
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Addio alla scrittrice e poetessa trevigiana Maria Elisa Borin Sala

La scrittrice, scomparsa all'età di 79 anni, lascia le figlie Ilaria e Benedetta, le amatissime nipotine e molti amici. Il funerale venerdì alle 10 nel Duomo di Treviso

Il mondo della cultura perde una voce importante, quella della scrittrice e poetessa trevigiana Maria Elisa Borin Sala, scomparsa martedì 15 gennaio. Nata nel 1939, è stata un’artista completa, che si è espressa sin dagli anni Sessanta anche attraverso il disegno, la pittura, la scultura, l’illustrazione e la decorazione su porcellana. Dopo anni di silenzio, nei quali Elisa Sala si è dedicata alla famiglia, la sua attività è ripresa nel 1988. Ha fatto parte di varie associazioni culturali della sua città, in particolare il circolo di poesia El Sil.

Attivissima su Facebook, ha creato legami con artisti da tutta Italia. Nel 1995 è ritornata agli studi, frequentando il liceo artistico di Treviso; da allora, sollecitata dai suoi insegnanti, ha ripreso a scrivere fiabe racconti, saggi e poesie, spesso illustrati da lei personalmente. Tra i riconoscimenti ricevuti nella sua carriera, si ricorda il primo premio assoluto per la narrativa inedita Cesare Pavese Grinzane Cavour.

Nel 2000 è uscito il suo primo libro di poesie haiku, “Diamoci del tu”. Nel 2001 ha iniziato la collaborazione con Piazza Editore pubblicando la sua prima raccolta di racconti autobiografici Il muro dietro la porta (ambientati nella Treviso del secondo dopoguerra) e nel 2004 la sua raccolta di poesie Io, arpa eolia. Ha raggiunto la notorietà del grande pubblico dei lettori nel 2008 con il suo primo romanzo Maria voleva le ali, un’opera importante ambientata durante la prima guerra mondiale a Treviso. Bissa il successo di vendite nel 2013 con il romanzo Camilla e la luna piena; protagonista è ancora una donna, legata a doppio filo al ricordo di un suo compagno di classe. Grazie ai numerosi premi e riconoscimenti ottenuti nei vari concorsi ha pubblicato diverse raccolte di racconti tra cui Le storie del Bosco Bruno (2002), Suites da piccola musica notturna (2006), I dolci inganni (2012) e l’ultima raccolta di racconti La soffitta dei pipistrelli dormienti (2014).

La scrittrice lascia le figlie Ilaria e Benedetta, le amatissime nipotine e molti amici. Il marito Riccardo Sala, mancato due anni fa dopo una lunga malattia, era il suo più grande fan. Sperava di essere ricordata attraverso le sue parole e la sua opera artistica: “Io non morirò mai” diceva “spero solo che l’umanità cerchi di salvare quello che è possibile di questa Terra che da millenni ci ospita”. Difficilmente sarà dimenticata. Il funerale venerdì alle 10 nel Duomo di Treviso.

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