Cambio al vertice della polizia stradale, De Ruosi lascia la Marca

Dopo otto anni di intenso lavoro il dirigente andrà a coordinare la sezione di Udine: da parte sua l'auspicio di un incremento degli organici ed il rammarico per il caso irrisolto di Lucia Cendron. Da lunedì prossimo sarà sostituito da Simone Morello, proveniente dalla polstrada di Belluno

L'ormai ex comandante della polizia stradale di Treviso, Alessandro De Ruosi

Era giunto nella Marca nel 2012 e da lunedì prossimo, dopo otto anni di servizio, si insedierà come comandante presso la sezione di polizia stradale di Udine. Alessandro De Ruosi, 43 anni, friulano d'origine, si è congedato in questi giorni dalla provincia di Treviso e dal comando della polstrada che ha traghettato in anni di importanti cambiamenti per il nostro territorio. A ricoprire il suo ruolo sarà l'attuale dirigente della sezione di Belluno, Simone Morello. Un lavoro molto intenso quello di De Ruosi: la Marca è storicamente una delle province in cui le vittime di incidenti stradali (260 durante il suo mandato) è particolarmente elevato anche se progressivamente, negli ultimi anni il calo è stato tangibile. Il 2019 ha purtroppo fatto eccezione rispetto al trend con un lieve aumento rispetto al 2018. Uno dei momenti più critici del suo incarico risale al 2015 quando, tra i mesi di luglio e agosto, la provincia di Treviso raggiunse un triste primato: fu maglia nera a livello nazionale per il numero di vittime di incidenti stradali.

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Lascia come eredità un metodo particolarmente efficace di contrasto alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti: attualmente la provincia di Treviso, grazie al contributo di De Ruosi e ad un accordo con il centro medico legale della polizia scientifica di Mestre, è tra le pochissime in Italia in cui è possibile accertare rapidamente lo stato di alterazione mentre l'automobilista è alla guida e non soltanto se ha assunto sostanze in precedenza.

L'unico grave rammarico è rappresentato da un incidente stradale, avvenuto nella serata del 29 agosto 2012 in via dei Brilli a Quinto di Treviso: una donna, Lucia Cendron, infermiera di 57 anni, venne travolta a uccisa da un "pirata" che in sella ad un Ciao Piaggio non si fermò a soccorrerla e fuggì. Nonostante le lunghe indagini e gli accertamenti, anche di polizia scientifica, che sono stati svolti nei giorni successivi, del responsabile di quella tragedia non si è più trovata traccia. Esiste solo il dna del "pirata", repertato in seguito e pronto per essere confrontato con eventuali sospettati.

Altra nota dolente sono gli organici, ridotti all'osso, a disposizione della polizia stradale: otto anni fa la sezione di Treviso superava le cento unità (comprse le sottosezioni di Castelfranco e Vittorio Veneto), attualmente questo numero si è notevolmente ridotto. «Abbiamo riorganizzato, azzerato le sacche di spreco -spiega De Ruosi- i miei poliziotti e poliziotte hanno dato tutto ma ora per questo apparato servono assolutamente dei rinforzi».

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Nelle scorse settimane la Prefettura di Treviso è stata incaricata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (così come tutte le altre province italiane) di censire i nodi e le criticità della rete viaria del territorio. «In provincia di Treviso le infrastrutture sono ancora sane -sottolinea De Ruosi- la problematica è casomai il flusso del traffico, con molti mezzi pesanti. Più gravi sono le cattive abitudini, l'alcool e la droga con un quinto degli automobilisti controllati che risultano alterati alla guida». E poi c'è l'uso e l'abuso degli smartphone alla guida. «Negli ultimi due anni c'è stato un picco di incidenti mortali con fuoriuscite autonome dovute alla distrazione -chiosa De Ruosi- il mix tra alcool, droga e distrazione ha causato un +20% di morti nell'ultimo anno. Si può puntare solo sulla prevenzione e sulla repressione, con l'uso di auto-civetta per chi usa lo smartphone alla guida».

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