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Volontariato: il centro di servizio di Treviso sarà accorpato a Belluno

L’Organismo nazionale di controllo Onc ha deliberato, sulla base delle previsione del Codice del terzo settore, l’unificazione dei centri di servizio di Belluno e Treviso

Entro il 2019 i centri di servizio per il volontariato italiani diventeranno 49, decisamente ridotti rispetto agli attuali 65. È questo il nuovo assetto deciso il 10 ottobre scorso, nell'ultima riunione della fondazione Onc, l’organismo nazionale di controllo dei Csv.

Viene così applicato l’articolo 61 del Codice del terzo settore, il quale ha disposto il nuovo accreditamento dei centri di servizio e dettato i criteri per determinare il loro numero. Una decisione quella dell’Onc in sintonia con quanto deciso dalla Corte costituzionale in merito al ricorso presentato dalla Regione Veneto e dalla Regione Lombardia teso a ottenere un maggior coinvolgimento delle regioni nella definizione delle problematiche riguardanti il terzo settore. La corte ha invece confermato che i Csv sono organismi di natura privatistica che ricadono nelle competenze dell’Onc.

In questa riorganizzazione rientrano anche il Csv di Treviso e quello di Belluno. «Nascerà così, da questa fusione, un nuovo soggetto rappresentativo delle organizzazioni di volontariato di Treviso e Belluno, che nelle due provincie conterà ben 650 realtà associative iscritte nel registro regionale alle quali, una volta adottato il nuovo statuto, si potranno aggiungere le associazioni di promozione sociale che sono oltre 350 e le cooperative sociali e le imprese sociali, raggiungendo numeri davvero significativi. – afferma Alberto Franceschini, presidente di Volontarinsieme, Csv Treviso - Un nuovo soggetto sociale, articolato sul territorio nelle attuali due sedi, che continuerà a svolgere funzioni di rappresentanza e di promozione del volontariato e a fornire servizi di consulenza, assistenza e co-progettazione all'intero terzo settore. Le prossime settimane saranno dedicate ad incontri utili ad uno scambio reciproco di informazioni sullo stato delle attività in essere in ciascun centro, a Treviso e Belluno,  per gettare le basi della nuova organizzazione che si verrà a costituire».

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