Rischio idraulico, affidati i lavori per il bacino di laminazione sul Muson

Questo invaso riveste una particolare importanza per la messa in sicurezza delle zone di Castelfranco Veneto e anche della bassa Padovana

FONTE/RIESE PIO X — Sono stati aggiudicati, in via provvisoria, all’associazione temporanea di imprese (ATI) costituita da Italbeton S.r.l. di Trento, L.F. Costruzioni di Ponzano Veneto (Treviso), Beozzo Costruzioni di Villa Bartolomea (Verona), Andreola Costruzioni Generali di Loria (Treviso) i lavori per la realizzazione del bacino di laminazione sul torrente Muson dei Sassi nei comuni di Fonte e Riese Pio X.  Lo ha reso noto l’assessore regionale alla difesa del suolo Maurizio Conte, al termine delle operazioni della commissione per la valutazione delle offerte pervenute alla Regione nell’ambito della gara d’appalto per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di realizzazione del bacino. Una volta completate tutte le verifiche di legge, il responsabile unico del procedimento procederà alla aggiudicazione definitiva dei lavori, il cui inizio è previsto per maggio del 2015, per una durata di circa 3 anni..

“Il bacino sul Muson – fa presente Conte - è previsto dal piano complessivo delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico, redatto dal Comitato tecnico scientifico istituito in sede regionale. Questo intervento andrà quindi ad aggiungersi a tutti quelli che in questi ultimi due anni siamo riusciti a realizzare, nonostante tutti gli adempimenti richiesti a livello amministrativo e i condizionamenti sul piano economico. La difesa idraulica resta infatti una delle nostre priorità”.

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Questo invaso riveste particolare importanza per la messa in sicurezza di Castelfranco Veneto e della bassa Padovana. E’ collocato alla confluenza fra il torrente Lastego ed il Torrente Muson dei Sassi. L’opera, interamente finanziata, avrà la capacità di derivare le acque sia dall’uno che dall’altro, su una superficie complessiva di circa 27 ettari suddivisa in quattro casse a quote degradanti per massimizzare la capacità di invaso, pari a circa 1 milione di mc. Tale volume è in grado di decapitare le piene del Muson e del Lastego di circa 30 mc/s, incrementando la sicurezza idraulica dell’area. Il progetto prevede la realizzazione di sfioratori fissi e di manufatti di regolazione per ottimizzare il funzionamento della cassa in funzione dei livelli idrometrici misurati a valle e in funzione del grado di riempimento delle altre casse. Il costo complessivo dell’opera è pari a 18.655.000 euro

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