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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Cronaca Centro / Via Ortazzo

Caso Cospito, anarchici contro il 41-bis: imbrattati i palazzi del centro

Accertamenti della Digos dopo le scritte comparse sui muri di diversi edifici a Treviso: oltre al simbolo degli anarchici, slogan per la liberazione di Alfredo Cospito. La Questura: «Raid in tutta Italia»

I palazzi del centro storico di Treviso sono stati imbrattati nelle scorse ore da una serie di atti vandalici che portano la firma del movimento anarchico. Il caso più eclatante nella centralissima Via Ortazzo dove il palazzo che ospita anche la Libreria Canova è stato imbrattato con slogan e scritte per la liberazione di Alfredo Cospito, l’anarchico in sciopero della fame spostato nel carcere di Opera. Detenuto in regime di 41-bis, gli anarchici ne hanno chiesto la liberazione organizzando "raid" vandalici non solo a Treviso ma anche in altre città italiane. Non un episodio isolato, dunque, ma un atto organizzato su cui ora gli agenti della Digos stanno compiendo gli accertamenti del caso. Per il momento nessuna persona è stata fermata o identificata come autore delle scritte comparse in centro storico.

Raid anarchici

Sabato 28 gennaio le sedi diplomatiche italiane a Berlino e Barcellona erano state oggetto di atti vandalici, poi a Torino un traliccio utilizzato come ponte ripetitore da diverse società è stato dato alle fiamme. Poche ore dopo a Roma ci sono stati scontri da anarchici e polizia con un agente ferito alla testa. Un gruppo si è staccato dalla manifestazione in solidarietà con Cospito e ha cercato di forzare il cordone di polizia. Ci sono stati lanci di bottiglie e fumogeni, una persona è stata fermata e altre 41 denunciate. Nella notte tra sabato e domenica una molotov è stata lanciata nel parcheggio del distretto di polizia Prenestino, sempre a Roma. Le fiamme sono state immediatamente spente e non ci sono stati danni alle auto né feriti. Le scritte comparse a Treviso si inseriscono in questo filone di blitz ad opera degli anarchici italiani.

Chi è Alfredo Cospito

Originario di Pescara, è ritenuto responsabile di aver piazzato tra il 2 e il 3 giugno del 2006 due ordigni presso la scuola allievi carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo. Non ci sono state vittime, ma la Cassazione ha riformulato l'accusa in "strage contro la sicurezza dello Stato", reato che prevede anche l'ergastolo ostativo. Dopo sei anni passati regime in alta sicurezza, lo scorso aprile è stato deciso per lui il regime del 41 bis. Dal 5 maggio si trova quindi nel penitenziario di Bancali in regime di carcere duro. A motivare il passaggio di Cospito al 41 bis sono state le comunicazioni avute negli ultimi 10 anni con anarchici e riviste del settore. A causa dello sciopero della fama che sta facendo, Cospito ha perso 40 chili e le sue condizioni di salute sarebbero molto gravi. Lunedì 30 gennaio Cospito è stato trasferito al carcere di Opera (Milano). Intanto il 12 febbraio sarà la data del termine di scadenza per la risposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio all'istanza di revoca del 41bis presentata dalla difesa nel caso di mancata risposta da via Arenula entro i termini, il ricorso sarà considerato respinto. Ma la risposta è attesa già al termine del Consiglio dei ministri perché in agenda c’è proprio il caso Cospito. Non ci si attendono grosse novità perché, sulla questione, la premier Giorgia Meloni, è stata molto chiara. Cospito sarà ricoverato nel padiglione del Servizio assistenza intensificata della struttura carceraria meneghina di Opera in considerazione del suo stato di salute.

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