Cronaca

Pubblicizzavano gli annunci hard di decine di prostitute: in dodici sotto accusa

Al via il processo a carico di un gruppo che gestiva alcuni siti di incontri per adulti: l'inchiesta è nata dall'indagine sul "killer della balestra", poi morto suicida

TREVISO Dodici persone sotto accusa per aver favorito o sfruttato la prostituzione di decine di escort pubblicizzando i loro annunci online. Dopo essere stato trasferito da Udine per incompetenza territoriale, è iniziato a Treviso il processo a carico di un gruppo che, per gli inquirenti, avrebbe guadagnato decine di migliaia di euro al mese attraverso dei siti di incontri per adulti. Gestori, intermediari tra i gestori dei siti e le prostitute, agenti di secondo livello, fotografi o insospettabili prestanome, titolari dei conti correnti su cui far transitare il denaro pagato dalle escort per pubblicizzare i propri annunci.

La maxi inchiesta sul giro a luci rosse era nata dalla costola del fascicolo a carico Ramon Berloso, il 35enne goriziano, morto suicida dopo l'arresto, noto come il “killer della balestra” perché ritenuto responsabile dell’omicidio di due prostitute che sarebbero state agganciate dall'uomo proprio attraverso i siti incriminati. Ne seguì una maxi retata che scoperchiò un giro di sesso a pagamento tra Treviso, Conegliano, Udine, Mestre, Padova, Belluno e Pavia.

Nel fascicolo parallelo erano state coinvolte circa una ventina di persone: alcune hanno già patteggiato perché, facendosi pagare le inserzioni "a luci rosse", avrebbero guadagnato sull’attività di almeno 32 squillo. Le ragazze, secondo la Procura di Udine che aveva dato il via all'indagine, facevano le proposte sul web e grazie a internet venivano contattate dai clienti. Gli imputati si sono sempre proclamati innocenti e i loro legali si dicono pronti a smontare le accuse: con sentenze della Cassazione alla mano infatti cercheranno di dimostrare come i comportamenti contestati ai loro assistiti non rappresenterebbero un reato. Si torna in aula a gennaio.

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