Villorba: l'Enpa Treviso organizza un sit-in di protesta contro il Circo di Vienna

Nel mirino dell'associazione animalista è finito lo storico circo che aveva piantato le tende nella frazione di Lancenigo. Attimi di tensione prima dell'inizio dello spettacolo

VILLORBA Ancora proteste, nella Marca, contro il maltrattamento di animali all'interno dei circhi che ciclicamente arrivano a proporre i loro spettacoli nella nostra provincia. Sabato 3 giugno, trenta volontari dell’ENPA della Sezione di Treviso si sono riuniti davanti al Circo di Vienna a Lancenigo di Villorba per esprimere il loro dissenso nei confronti dei circhi che usano ancora gli animali per il pubblico divertimento. Il Circo di Vienna ospita struzzi, tigri, cavalli, pony, un bisonte americano, cammelli e dromedari. La Questura, preavvisata della pubblica manifestazione, ha controllato che tutto si svolgesse pacificamente e così è stato. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

I volontari dell’ENPA hanno espresso la propria indignazione esponendo un lungo striscione con scritto “Animali schiavi per il vostro divertimento”, distribuendo volantini  e mostrando ai passanti e a chi si apprestava ad entrare allo spettacolo delle 17.30 cartelloni di protesta verso l’uso, considerato anacronistico, di animali per lo spettacolo. La protesta si è svolta in modo pacifico. “Qualche momento di tensione c’è stato solo quando un membro della compagnia circense si è avvicinato ai manifestanti affermando che nessuno di noi sapeva niente di come vengono trattati gli animali nei circhi e dell’attività circense” dichiara Claudia Mei, dell’ENPA di Treviso. “E in effetti” continua “ non si sa quanti siano gli animali utilizzati nei circhi e, cosa altrettanto grave, non si sa (o è molto difficile saperlo) a quanto ammontano i finanziamenti pubblici agli esercenti delle attività circensi e degli spettacoli viaggianti”. Ad oggi non esiste un registro-anagrafe nazionale di accesso pubblico e gli animali vengono affittati e ceduti da una struttura a un’altra rendendo così impossibile, di fatto, sapere quanti siano gli esemplari di fauna esotica detenuti dai circensi. Inoltre i continui cambiamenti delle insegne dei circhi e delle varie società sotto le quali vengono fatti lavorare, rende difficoltoso per un comune cittadino sapere a quanto ammontano i finanziamenti del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) che vengono erogati tutti gli anni anche ai circhi con animali. “Sono entrati solo 26 adulti e 19 bambini allo spettacolo” afferma Claudia Mei “e un biglietto costa 10 euro: come può mantenersi una struttura di queste dimensioni? L’elettricità, le assicurazioni dei veicoli, le spese veterinarie, lo stipendio dei lavoratori, il carburante, le gabbie, l’affitto del terreno su cui si attendano: queste spese sarebbero sostenute con la vendita dei biglietti a quelle pochissime persone che si recano ancora al circo tradizionale? Ma per piacere. Qui ci sono troppe cose che non sappiamo e i soldi pubblici finanziano attività ormai superate. Oramai quasi nessuno va più al circo, eppure continuano a sopravvivere e ad attendarsi nelle nostre città coi nostri soldi. Dal 2010 al 2014 il FUS ha erogato più di 27 milioni di euro ai circhi e agli spettacoli viaggianti.”

“Ormai è tempo che i circhi tradizionali si convertano in spettacoli senza animali, in cui giocolieri acrobati trapezisti e clown possano intrattenere il pubblico con qualcosa di realmente divertente” conclude il Presidente dell’ENPA della Sezione di Treviso Adriano De Stefano “ e non con show che sollecitano nei bambini risposte divertite di fronte alla pena e al disagio degli animali”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Camion con mucche e tori si rovescia, caos sulla bretella

  • Adriano Panatta sposa a 70 anni l'avvocato trevigiano Anna Bonamigo

  • Omicidio di Willy, l'autore del post razzista è uno studente trevigiano

  • Covid-19, in quarantena una classe del Leonardo da Vinci e una della materna di Cimadolmo

  • Truccavano gli esami di guida, autoscuola trevigiana nella bufera

  • Eletto "il Babbo più Bello d'Italia 2020", premiato anche un papà trevigiano

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
TrevisoToday è in caricamento