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LE INDAGINI / Gorgo al Monticano / Via Sant'Antonino

Lo schianto per un sorpasso azzardato, l'ipotesi della gara. Mikele resta in fin di vita

La tragedia di Gorgo al Monticano di sabato sera in cui hanno perso la vita Eralda Spahillari e Barbara Brotto. Il 19enne che si trovava alla guida della Bmw lotta tra la vita e la morte al Ca' Foncello. Operato e in miglioramento Daniel Castelli, 18 anni. La Procura di Treviso ha aperto un'inchiesta, condotta dal pubblico ministero Gabriella Cama

Una manovra azzardata, certamente un sorpasso, forse nel corso di una folle gara di velocità lungo un rettilineo che invita a correre, quello di via Sant'Antonino a Gorgo al Monticano, strada in cui non sono mancati gli incidenti stradali nel recente passato. Si annuncia senza dubbio molto complessa l'inchiesta per omicidio stradale che la Procura di Treviso, con il pubblico ministero Gabriella Cama, sta conducendo sull'incidente stradale che sabato notte è costato la vita ad Eralda Spahillari e Barbara Brotto che si trovavano a bordo della Bmw 420 guidata da Mikele Tatani, 19enne di Pravisdomini (Pordenone) e fidanzato della 19enne, ricoverato in rianimazione all'ospedale Ca' Foncello di Treviso. Le condizioni del giovane sarebbero ancora gravissime ma stabili: i medici stanno facendo il possibile per salvargli la vita. Migliorano invece le condizioni di Daniel Castelli, 18enne di Motta di Livenza, ricoverato a Mestre: nel corso della giornata di ieri, domenica 5 marzo, il ragazzo, fidanzato di Barbara Brotto, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

E' al vaglio la posizione dei quattro amici dellla stessa compagnia di giovani che si trovavano a bordo dell'auto superata dalla Bmw, una Volkswagen Polo bianca con al volante un 18enne di Motta di Livenza, altri due ragazzi e una ragazza, tutti della zona. Anche questa vettura è stata sequestrata dagli inquirenti: sulla fiancata sinistra uno specchietto rotto e segni neri sulla carrozzeria, segno di un contatto forse proprio con la berlina tedesca (di proprietà del padre di Tatani) che viaggiava oltre i 140 km/h. I giovani che si trovavano a bordo della Polo sono stati sentiti dai carabinieri della Compagnia di Conegliano, coordinati dal comandante Fabio Di Rezze. Il loro racconto è fondamentale per ricostruire la dinamica di quanto accaduto. Quella che doveva essere forse solo una bravata, una "spacconata" con l'acceleratore schiacciato a tavoletta, si è trasformato in una doppia tragedia. A terra nessun segno di frenata. In una frazione di secondo, il buio. Gli inquirenti sentiranno tutti i testimoni dello schianto, anche residenti e soccorritori oltre agli amici delle vittime che hanno lanciato l'allarme al 118. Saranno acquisite anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. I punti oscuri sono ancora molteplici.

Il commento dell'Ulss 2

Nella mattinata di lunedì 6 marzo il direttore generale Francesco Benazzi è tornato sulla vicenda con queste parole: «Le condizioni del ragazzo ricoverato all'ospedale Ca' Foncello sono stabili, i prossimi giorni saranno fondamentali per capire se ci saranno miglioramenti. Il problema degli incidenti nella Marca è noto da tempo, come Ulss 2 stiamo lavorando in sinergia con le autoscuole per far capire ai giovani che l'auto è un'arma che va usata con intelligenza, restando sobri e senza abusare di sostanze prima di mettersi al volante. Speriamo che il messaggio arrivi ai giovani il prima possibile».

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