Truffa delle lucidature, nuovo processo per due degli Hudorovich

Secondo le indagini si sarebbero fatti consegnare dal parroco di Campocroce svariati arredi sacri da lucidare, il tutto per un preventivo di spesa pari a 2 mila euro. Ma le richieste lievitarono a oltre 62 mila euro

Il trucco è sempre lo stesso: farsi consegnare oggetti sacri da indorare e poi chiedere a saldo un cifra infinitamente maggiore anche grazie a minacce.
Per questo oggi è iniziato a Treviso il processo a Ercole e Abramo Hudorovich, di 61 e 25 anni, accusati di estorsione ai danni di don Elio Girotto,  parroco della Chiesa di Campocroce.

Secondo le indagini i due, tra il dicembre 2016 e il febbraio 2017, si sono fatti consegnare dal sacerdote svariati arredi sacri (ventotto candelieri, sette piccole croci, una croce a stile e due lampade ornamentali) da lucidare, il tutto per un preventivo di spesa pari a 2 mila euro. Ma le richieste lievitarono a oltre 62 mila euro: i due imputati infatti dissero al don Elio Girotto che avrebbero provveduto all'indoratura in apposite vasche d'oro ma invece lo imbrogliarono, perchè gli arredi sarebbero stati semplicemente lucidati o, peggio, trattati con sostanze nocive.

E per rendere più convincenti le loro richieste di denaro, che venne effettivamente versato da don Elio in diverse tranche, si diedero alle minacce. "Siamo Rom - dissero - se non ci paghi a te e alla tua famiglia potrebbero accadere delle cose brutte". Oltre a questo a don Elio Girotto venne detto di acconsentire alle richieste perché, sempre in caso contrario, sarebbero state raccontate "cose" alla comunità parrocchiale e a quella della zona.

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Al fine di realizzare l'estorsione, poi, Ercole e Abramo Hudorovich avrebbero rilasciato una fattura per 3.660 euro intestata alla "La Nuova Galvanica srl" di Cornate d'Adda, in provincia di Monza, di fatto sostituendosi ai legali rappresentanti, che della vicenda erano totalmente all'oscuro. 

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