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Spacciatore di cocaina arrestato: si faceva chiamare Gesù

Il pusher, un cittadino marocchino, era capace di smerciare consistenti quantitativi di sostanza. Indagine della squadra mobile di Belluno che ha scovato il "Messia" a Belluno

BELLUNO La Questura di Belluno ha arrestato un cittadino marocchino per il reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’indagine è nata nel gennaio di quest’anno, a seguito di una serie di mirati servizi posti in essere da personale della Squadra Mobile per il contrasto al traffico di sostanze stupefacenti nei comuni di Belluno e Feltre. Difatti, grazie a questa pressante attività di polizia giudiziaria, è stata individuata una capillare rete di consumatori di cocaina, accertando la presenza su questo territorio di un “pusher”, conosciuto nell’ambiente con il nome di “Gesù”, capace di smerciare consistenti quantitativi di cocaina.

I numerosi servizi di appostamento posti in essere dal personale della sezione narcotici della Squadra Mobile di Belluno hanno poi consentito di individuare il fornitore della sostanza stupefacente e di raccogliere consistenti elementi di reità a suo carico. Le risultanze investigative raccolte, quindi, hanno permesso al Sostituto Procuratore della Repubblica, dottor Sartorello, titolare dell’indagine, di richiedere ed ottenere dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Belluno un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il delitto di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Nella mattinata odierna personale della Squadra Mobile ha dato esecuzione al predetto provvedimento, rintracciando il cittadino marocchino nel Comune di Montebelluna. Sono in corso ulteriori accertamenti per individuare il canale di approvvigionamento utilizzato dall’arrestato.

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