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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Cronaca Sant'Ambrogio di Fiera / Viale IV Novembre

Omicidio Fiera, i presunti killer sono «socialmente pericolosi»

Questo ha scritto il giudice per le indagini preliminari Carlo Colombo nell'ordinanza che conferma il carcere per Valmir Gashi, 32enni, e per lo zio, il 50enne Afrim Manxhuka, entrambi kossovari. I due uomini sonoi indagati per omicidio volontario in relazione alla morte di Ragip Kolgeci, 52 anni, anche lui kossovaro, avvenuto nella sera di mercoledì 12 ottobre nel piazzale del bar La Musa di viale IV novembre a Treviso

C'è il rischio di inquinamento delle prove ma, soprattutto, sono pericolosi socialmente. Sono queste le motivazioni che hanno indotto il gip di Treviso Carlo Colombo a confermare la carcerazione per Afrim Manxhuka, 50enne kossovaro finito dietro alle sbarre insieme al nipote Valmir Gashi, 32enne. Entrambi sono accusati dell'omicidio volontario di Ragip Kolgeci, 52 anni, anche lui kossovaro, avvenuto nella sera di mercoledì 12 ottobre nel piazzale del bar La Musa di viale IV novembre a Treviso.

Entrambi, arrestati nell'ambito delle indagini condotte dalla squadra mobile guidata dalla dirigente Immacolata Benvenuto, durante l'udienza di convalida e l'interrogatorio di garanzia svoltosi sabato 15 ottobre, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere ma hanno fornito delle dichiarazioni spontanee. «Il mio cliente - dice l'avvocato Mattia Visentin, legale di Manxhuka -  nega ogni addebito, nel modo più risoluto. Di quella serata ha raccontato che contesta ogni addebito mosso, di non essersi reso responsabile di alcunchè: purtroppo quando c'è un morto siamo tutti sconvolti».

Il difensore di Valmir Gashi, l'avvocato Mauro Serpico, aveva invece spiegato che «il mio assistito ha confermato quanto mi aveva già detto nei giorni scorsi quando sono venuto a trovarlo in carcere ossia che lui si era presente, è intervenuto per cercare di calmare gli animi accesi che speva ci sarebbero potuti essere ma ha negato completamente di aver colpito la vittima». 

«Abbiamo preso atto che ci sono delle dichiarazioni rese da parte del nipote di uno dei figli della vittima che accusano tanto Afrim di aver accoltellato, quanto Gashi di avere tirato questa bastonata che probabilmente sembrerebbe essere il colpo decisivo -  ha continuato Serpico -  questa circostanza l'abbiamo negata oggi e speriamo tra l'altro che le telecamere riescano a far luce. Se ci sono delle riprese video effettivamente questa circostanza verrebbe immediatamente chiarita. Faremo ricorso al Riesame nei prossimi giorni in modo di avere copia di tutta la documentazione e di tutte le carte e potere fare meglio le nostre valutazioni».

Incontro a Ca' Sugana tra il console ed il sindaco Conte

Il sindaco Mario Conte ha incontrato oggi a Ca’ Sugana il Console Generale della Repubblica del Kosovo di Milano, Diamant Kastrati. Il primo cittadino di Treviso ha rappresentato come gli episodi di violenza riconducibili a cittadini kosovari, l’ultimo dei quali di particolare gravità avvenuto mercoledì scorso a Fiera, «danneggino non solo l’intera comunità kosovara ma il rapporto di fiducia con i trevigiani, che non hanno intenzione di accettare atteggiamenti ostili al senso di comunità, alla pace e alla convivenza civile. Partendo dal ripudio di questi atti sarà possibile ricostruire il rapporto di fiducia». Il Console della Repubblica del Kosovo ha espresso la «ferma condanna degli episodi di violenza verificatisi a Treviso, che non rappresentano assolutamente il popolo kosovaro, ben integrato nel tessuto sociale», le parole di Diamant Kastrati. Il Console ha dato la disponibilità per mettere in campo, in collaborazione con l’Ambasciata del Kosovo a Roma, tutte le iniziative possibili, partendo da un incontro pubblico con i rappresentanti della comunità kosovara, «per recuperare il dialogo con la comunità trevigiana, sottolineando come il popolo kosovaro punti al bene comune e non al beneficio personale che caratterizza invece l’azione di gruppi contrapposti che agiscono nell’illegalità».

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