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Maxi sequestro di shaboo, la droga che trasforma in “zombie: un arresto a Treviso

La sostanza, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, arrivava in Italia, soprattutto a Padova e Reggio Emilia, grazie a corrieri che accettavano di trasportare lo stupefacente in lunghi viaggi in auto

TREVISO Una sorta di laboratorio artigianale fatto di pentole e fornelli - era in un palazzo in un sobborgo di Varsavia, a venticinque chilometri dal centro città. Lì, la materia prima, la base farmaceutica, arrivava e veniva lavorata. Poi, via terra, veniva “spedita” nel Nord Italia e a Milano, già pronta per essere spacciata. Un giro transnazionale, ma abbastanza lineare, con i vietnamiti a fare da “cuochi” e i cinesi a ricoprire il ruolo di fornitori e grossisti.

Maxi sequestro di Shaboo a Milano: è la droga che trasforma in zombie | FOTO
A unire tutte le tessere del mosaico, invece, ci hanno pensato i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano che, giovedì mattina, hanno concluso un’operazione che ha coinvolto le province di Milano, Monza, Cagliari, Cremona, Como, Parma, Pavia, Prato, Rovigo, Treviso e ha portato all’arresto di trentasei stranieri - cinesi, filippini, vietnamiti e rumeni -, tutti ritenuti responsabili dell’importazione, della detenzione e dello spaccio di sostanze stupefacenti di tipo sintetico.

Gli stessi militari, che dalla primavera del 2014 hanno fermato sessantotto persone coinvolte nel giro di spaccio, sono riusciti a mettere le mani su tre chili e mezzo di shaboo - una dose è di 0,1 grammo al costo di cinquanta euro -, che venduto al dettaglio avrebbe fruttato due milioni. Il "carico" è in assoluto, e per distacco, il sequestro più grande effettuato finora in Italia. 

Lo shaboo - droga sintetizzata per la prima volta nell’800 e molto diffusa nelle comunità asiatiche - veniva creato da quattro vietnamiti, arrestati in flagranza, in un edificio di Varsavia. Dalla Polonia - dove è possibile far arrivare la base farmaceutica dalla Cina senza grossi problemi - partiva poi la rete di vendita e spaccio.

La droga, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, arrivava in Italia - soprattutto a Padova e Reggio Emilia - grazie a corrieri che accettavano di trasportare lo stupefacente in lunghi viaggi in auto. In un’occasione, uno dei corrieri aveva nascosto lo shaboo in un normalissimo estintore, prima di essere scoperto e arrestato dai militari. 

A Milano lo spaccio si concentrava soprattuto a Chinatown e i militari hanno scoperto un centro massaggi, che - oltre a offrire prestazione sessuali in cambio di soldi - vendeva shaboo da consumare direttamente nel locale. 

Quello dello shaboo, ha evidenziato il comandante del Nucleo Investigativo Michele Miulli, è un circolo vizioso perché, spesso, chi è un consumatore abituale si trasforma in piccolo spacciatore per poter avere i soldi per comprare altra droga. Una droga che, ha spiegato il carabiniere senza troppi giri di parole, trasforma gli assuntori in “larve umane, in zombie”.

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