Il meteo torna a peggiorare in Veneto: dichiarata allerta rossa in Alto Piave

Le previsioni indicano precipitazioni diffuse, più consistenti sulle zone nord-orientali, a tratti anche intense e localmente a carattere di rovescio temporalesco

Il Piave oggi a Ponte di Piave

Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione ha emesso poco fa un nuovo bollettino nel quale si dichiara l’allerta rossa per criticità idrogeologica sul bacino idrografico Alto Piave e allerta arancio sul bacino Piave Pedemontano. L’allerta arancio per criticità idraulica sulla rete principale è dichiarata su pressochè l’intero territorio. L’avviso di criticità ha validità dalle ore 20 di questa sera alle ore 24 di domenica.

Le previsioni indicano, tra la serata di oggi e la prima parte di domenica, precipitazioni diffuse, più consistenti sulle zone nord-orientali, a tratti anche intense e localmente a carattere di rovescio temporalesco. Tendenza a diradamento e attenuazione dei fenomeni a partire dal pomeriggio di domenica. Il limite delle nevicate sarà in progressivo rialzo fino ad oltre 2000 m in concomitanza col flusso sciroccale e sarà poi di nuovo in calo nel pomeriggio di domenica. Dalla serata di oggi rapido e marcato rinforzo dei venti in quota dai quadranti meridionali: saranno da forti a molto forti specie sulle Prealpi centro-orientali. Venti a tratti forti anche sulla costa. Venti in attenuazione nel corso del pomeriggio di domenica.

Nel frattempo sono decine gli uomini della Protezione Civile regionale e centinaia i volontari al lavoro in tutta la Regione per far fronte ai disagi provocati dal maltempo di questi giorni. Attivati 144 Centri Operativi Comunali (COC) dei quali 30 in provincia di Belluno, 2 in provincia di Padova, 5 in provincia di Rovigo, 26 in provincia di Treviso, 6 in provincia di Venezia, 68 in provincia di Vicenza e 7 in provincia di Verona. 73 le squadre di volontari già operativi in tutto il Veneto. Venerdì sera tutta l’area montana è stata colpita da forti precipitazioni, in particolare nel feltrino dove si sono registrati danni a fabbricati e alberi abbattuti che hanno provocato anche un ferito. Le zone più interessate sono state quelle dell’alto vicentino e l’area dolomitica bellunese. Alcune strade sono state chiuse in Comelico e Misurina è rimasta isolata per diverse ore per la caduta di alberi.

A fronte dell’allerta arancione, tutti i fiumi e i corsi d’acqua del Veneto sono monitorati costantemente. Il Piave, dopo aver superato il primo livello di guardia a Ponte di Piave, sta lentamente defluendo. Qualche preoccupazione destano anche Livenza e Tagliamento confermata anche dalla segnalazione di allerta arancione arrivata dal Friuli. Per quanto riguarda il bacino Brenta-Bacchiglione i livelli sono cresciuti ma senza mai superare il terzo livello di guardia anche grazie alla decisione di svasare il lago del Corlo durante le ore di tregua in modo tale che durante le fasi di precipitazione intensa ci sia la possibilità di invasare, limitando la portata del Brenta.

“Dopo la tregua, da questa sera, attendiamo l’arrivo di un nuovo fronte di maltempo – spiega l’assessore regionale alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin – rispetto alle previsioni, in gran parte confermate, sulla parte nord orientale della Regione aspettiamo precipitazioni più intense (anche fino a 180 mm), mentre, con l’innalzamento dello zero termico, permane alto il rischio valanghe”. “Per questo motivo – sottolinea – la Regione ha inviato rinforzi di Protezione Civile nei Comuni dell’Alto Agordino per supportare le amministrazioni locali ed il locale volontariato nel monitoraggio delle valanghe. Ricordo che sono le zone ancora ferite dalla tempesta Vaia”.

Attenzione massima, quindi, da questa sera in area dolomitica per rischio valanghivo, forti precipitazioni e vento e lungo i principali corsi d'acqua, osservati speciali da parte del Sistema di Protezione Civile Regionale. “Le previsioni indicano per domattina, verso le 12.30, un’alta marea che a Venezia è prevista di 1,60 m – conclude l’assessore – questo elemento, al di là delle ripercussioni sull’area di Venezia e della laguna, viene attenzionato anche relativamente al deflusso dei fiumi, soprattutto per quanto riguarda i livelli del Piave, del bacino del Livenza-Tagliamento, del Brenta-Bacchiglione e degli altri corsi d’acqua”.

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