Un anno di nuovo mandato Andretta a Vedelago: «Meno dipendenti e più burocrazia»

Il vicesindaco Marco Perin: «Il prossimo anno, il 2020, sarà un anno molto importante perché segnerà il giro di volta di questo mandato e sarà fatto di aperture e di chiusure di cantieri»

Tempo di bilanci per l’amministrazione comunale d Vedelago. Ad un anno e mezzo dall’insediamento della giunta comunale, il primo cittadino Cristina Andretta, il vicesindaco, Marco Perin, ed i quattro assessori fanno il punto sui progetti partiti e quelli futuri. Questa la riflessione introduttiva del sindaco, Cristina Andretta: «E' stato un anno davvero duro, mai avrei immaginato che il secondo mandato da Sindaco fosse più complesso del primo. E invece le cose sono così. Aumentano le complessità, è aumentata la burocrazia, diminuiscono i dipendenti - quota 100 è stata determinante a Vedelago - e poi ci sono sempre e solo promesse: lo sblocco delle assunzioni, per esempio, con il nuovo decreto che per Vedelago non porta nessuna buona novità cosicché nel nostro, come in tanti altri Comuni non si è più in grado di lavorare sereni ma con l'incubo che gli organi di controllo ci colgano in fallo».

«Stessa sensazione con i cittadini. La disaffezione nella politica e la diffidenza nelle istituzioni è palpabile. E poi ci sono le decisioni dall'alto: un anno vige il patto di stabilità, poi gli equilibri di bilancio, l'anno dopo il fondo pluriennale vincolato. Quindi il reddito di cittadinanza e come amministratore sembra di essere continuamente al fronte a spiegare...cosa e a chi? D’altra parte i cittadini, a ricevimento, sempre meno vengono a chiedere e sempre più vengono a pretendere. Ma la colpa non è loro ed ill messaggio che sta passando è che più si urla più si ottiene. Più ci si informa e più si combatte più le cose emergono. Ma dov'è lo Stato che garantista? Lo Stato che collabora? Noi sindaci ci troviamo ogni giorno a battagliare e a rispondere anche delle scelte che non condividiamo».

«Ad esempio, dall’alto ci dicono che si tratta di un'opera di pubblica utilità, salvo poi dare l’onere al Comune di gestirla sul territorio. Bell’esempio. Abbiamo voglia di cambiare? Certo. Io sì, ci credo ancora e non passa giorno che non incoraggi i ragazzi a dir loro di darsi da fare e che le cose possono migliorare. Ci credo e credo nell’importanza di lavorare oggi per ottenere i risultati domani. Mi sono abituata alla lentezza della pubblica amministrazione in genere, ma non mi abituerò mai all'indifferenza, alla debolezza, alla non partecipazione e condivisione».

Aggiunge il vicesindaco, Marco Perin: «Il prossimo anno, il 2020, sarà un anno molto importante perché segnerà il giro di volta di questo mandato e sarà fatto di aperture e di chiusure di cantieri, in particolare si concluderà quello del plesso scolastico unitario di Albaredo-Casacorba-Cavasagra e inizierà quello per la nuova Rotatoria di Fossalunga che finalmente metterà in sicurezza l'incrocio tra Trevignano e Fossalunga. Entrambi questi cantieri esprimono la volontà di questa amministrazione di puntare sulla sicurezza: la sicurezza dei nostri bambini e ragazzi che frequentano le scuole – ed infatti l’edilizia rappresenta la priorità per questa amministrazione – e quella stradale, per cui la messa in sicurezza di alcuni punti criticità del nostro assetto viario è un aspetto sui cui investire risorse».

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«Risorse che, purtroppo, sono sempre più risicate e costringono gli amministratori ad operare continue scelte, anche per gli interventi e le opere più piccole, come la sostituzione di beni del patrimonio e lo sfalcio dell’erba. I tempi in cui amministrare significava programmare stanno scomparendo, purtroppo, lasciando posto invece a quelli di oggi in cui ogni scelta comporta sacrificare qualcosa e accantonare un progetto per poterne realizzare un altro. E’ in questo contesto anche anche la nostra Amministrazione si trova ad operare, rinunciando più che in qualche occasione, a promettere cose che, alla fine, resterebbero solo nel libro dei sogni. Ciononostante non demordiamo, cercando di lavorare sull’unico fronte che ci è rimaso, ovverosia quello dei bandi per cercare di poter ottenere per la nostra comunità quel poco che gli enti sovraordinati mette e disposizione».

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