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Ancora polemiche al termine del Gay Pride, Acampora: "La città era deserta"

Il consigliere trevigiano ha dichiarato: "Tutto quell'indotto commerciale che doveva portare l'Onda Pride non c'è stato. Molti commercianti si sono lamentati che nonostante i mercatini e altre cose la città era vuota"

TREVISO Il Treviso Pride 2016 si è concluso da sole poche ore, ma già montano le polemiche da parte di quella che è sempre stata la frangia politica di opposizione alla manifestazione per i diritti omosessuali. Capofila dei contrari alla kermesse era soprattutto il consigliere trevigiano Davide Acampora di Fratelli d'Italia, il quale nella serata di sabato ha dichiarato: ""A parte il corteo di manifestanti, che tra l'altro non era affatto composto da 5mila persone come paventavano gli organizzatori bensì da un numero oggettivamente inferiore, come era prevedibile moltissime famiglie di trevigiani hanno preferito defilarsi dalla città, soprattutto se avevano dei bambini al seguito. Prova di questo è il fatto che tutte le strade del centro erano pressoché deserte, a parte quelle battute dal corteo, complice anche la scarsa organizzazione della viabilità e l'avere blindato la città. Questo è un chiaro segnale per dire a Manildo & Co. che i voti facili che pensavano di guadagnare con questa manifestazione probabilmente saranno molto inferiori rispetto a quelli che invece andranno a perdere. Sono convinto che la propria sessualità sia una cosa privata da non ostentare e quindi ribadisco la mia posizione sul fatto che una manifestazione di questo tipo non aveva alcun senso dato che le persone che vi hanno partecipato non hanno nulla di diverso da tutte le altre. La famiglia è composta da mamma, papà e bimbi... non c'è nessun altro tipo di famiglia naturale che tenga oltre a questa".

"Per quanto riguarda le scelte dell'amministrazione Manildo, farsi paladini dei diritti civili quando invece la città ha ben altri problemi da risolvere mi sembra davvero una perdita di tempo - ha continuato Acampora -Ora che ha dato a queste persone ciò che tanto desideravano, permettendogli di sfilare animatamente per le vie della nostra amata città in nome dell'omosessualità, spero che da lunedì mattina la Giunta si metta al lavoro seriamente per risolvere i veri problemi reali, cioè quelli che riguardano la vita quotidiana dei trevigiani. Inoltre tutto quell'indotto commerciale che doveva portare il Gay Pride non c'è stato. Molti commercianti si sono lamentati che nonostante i mercatini e altre cose la città era vuota".

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