Martedì, 16 Luglio 2024
Politica

Sfratto del Comune a Django: «Puerile accanimento politico»

Continua a tenere banco il caso del centro sociale dell'ex caserma Piave. L'attacco di Giuseppe Mestriner e Valentina Manente (Movimento cinque stelle): «Palazzi, capannoni edifici dismessi adatti ad essere recuperati per fare nuove edificazioni di lusso, abbiamo l'imbarazzo della scelta in Comune e molti sono in centro città»

«Il sindaco leghista Conte coi suoi atteggiamenti si conferma in antitesi ad una città che guarda ai giovani con spirito di partecipazione. Al sindaco forse danno fastidio quei giovani ragazzi che hanno il carattere e il coraggio di imporsi, di lavorare, di proporre progetti  sociali e dire la propria opinione a testa alta? Sulla vicenda Open Piave CS-Django c'è solo un cieco svilente puerile accanimento politico». Le parole sono di Maurizio Mestriner, esponente del Movimento cinque stelle di Treviso e candidato a sindaco dei pentastellati alle ultime elezioni comunali. A tenere banco in questi giorni in città è il mancato rinnovo della convezione, della durata di 9 anni e in scadenza nel 2026, che permette al centro sociale Django e altre associazioni di utilizzare gli spazi dell'ex caserma Piave, in via Monterumici.

«Di buchi neri in città da rigenerare per fare nuovi palazzi se ne trovano a decine, ma il caso vuole che la giunta del Sindaco leghista vede solo il sito della ex-caserma piave come possibile contropartita edificabile da proporre al privato» continua Mestriner «Palazzi, capannoni edifici dismessi adatti ad essere recuperati per fare nuove edificazioni di lusso, abbiamo l'imbarazzo della scelta in Comune e molti sono in centro città, il sindaco Conte apra gli occhi. Sarebbe auspicabile concentrarsi invece sull'allarme abitativo dei meno "privilegiati", le case popolari, gli asili, gli studentati, le palestre per le associazioni, i parchi e boschi urbani. Purtroppo se il Governo di CDX continuerà a perdere per strada miliardi del PNRR tali progetti nel Comune di Treviso non vedranno mai la luce. Quindi per distrarre l'opinione pubblica dalle loro incapacità che peseranno realmente caro sui servizi per i trevigiani, spostano l'attenzione su OpenPiave e Django».

«Il Progetto OpenPiave va invece a nostro avviso appoggiato e preso d'esempio, smettiamo col disegnarlo all'opinione pubblica come qualcosa che non è! Non si voglia far passare l'idea che questi ragazzi siano "abusivi" e che occupino gli spazi» continua Valentina Manente, esponente del Movimento cinque stelle di Treviso «Prima cosa da ricordare, la gestione dell'area è tutta in regola e vengono pagate le spese che le competono regolarmente. E' un autentico progetto rigenerativo dal basso, fatto da cittadini che vogliono migliorare la città, e con tanti sforzi stanno recuperando spazi abbandonati. In tutto il mondo queste realtà vengono prese a modello. Lo spazio OpenPiave è è uno spazio di aggregazione vicino al centro, composto da molte associazioni che svolgono un ruolo utile per tutta la comunità trevigiana. E uno spazio dedicato anche alle disabilità e all'inclusione, uno spazio che educa alla responsabilità personale e alla progettualità mettendo a disposizioni spazi per varie attività: dalla  proposta di verdura e frutta a km 0, alla prima assistenza a senzatetto, alla palestra, all'offerta di luoghi di incontro per il tempo libero, musica, cinema, conferenze, incontri o assemblee. Non poter più disporre di questi spazi sarebbe una perdita per tutta la città e un grosso danno per un  tessuto sociale, composto soprattutto da giovani, di cui in questi anni si dichiara continuamente la carenza. In città serve una pluralità di offerta di luoghi di aggregazione e culturali funzionale al benessere psico-fisico di tutti i cittadini».

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