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Lunedì, 5 Dicembre 2022
Attualità Pieve di Soligo

Comunità energetiche nelle aree industriali, si parte da Parco San Michele

Partecipano otto imprese e il Comune di Pieve di Soligo. L’iniziativa nell’ambito del progetto Smart Oasis di Assindustria Venetocentro, Provincia e Comuni per la qualità delle aree industriali

Il progetto della comunità energetica del Parco industriale San Michele, tra Pieve di Soligo e Sernaglia della Battaglia, muove un passo avanti importante con l’incarico dato dalle imprese partecipanti ad Alperia per il necessario report energico che misura quale sia la produzione da fonti rinnovabili, quali i consumi e i nuovi impianti da realizzare. Le imprese promotrici sono: Biemmereti, Bocon, Bubola & Naibo, Euromobil, G.D. Dorigo, Gugel, Loran e Homes. Nella compagine anche il Comune di Pieve di Soligo, che partecipando alla comunità energetica potrà condividere i costi energetici delle strutture pubbliche del proprio territorio (come scuole, palestre, piscine, uffici).

«La comunità energetica non è ancora formalmente costituita, perché manca ancora un decreto attuativo che ci auguriamo il Parlamento possa approvare già in queste settimane - spiega Raffaele Mazzucco, presidente dell’associazione di imprese costituita nel parco industriale San Michele nell’ambito del progetto Smart Oasis promosso da Assindustria Venetocentro e Provincia di Treviso con le due amministrazioni -. Siamo comunque già pienamente convinti del valore e dell’utilità del progetto, per cui iniziamo subito con gli adempimenti richiesti così da poter essere subito pronti, a decreto approvato, a realizzare gli impianti di produzione di energia rinnovabile da mettere poi in rete. La comunità energetica  rimane aperta anche ad altre imprese interessate come pure ai dipendenti delle aziende e a cittadini privati perché più soggetti saranno in rete e partecipano alla comunità e più si potrà scambiare energia dando vantaggio a tutti i partecipanti, piccoli e grandi che siano. Puntiamo all’obiettivo di contribuire a ridurre l’impatto ambientale e di diventare il più possibile autonomi per evitare in futuro di subire i rialzi repentini dei costi energetici, come avvenuto in questi mesi, consentendo alle nostre imprese di poter programmare produzione e investimenti».

«Abbiamo aderito entusiasticamente a questo progetto innovativo - aggiunge Stefano Soldan, sindaco di Pieve di Soligo - che unisce sostenibilità e responsabilità sociale delle imprese per abbattere, in modo permanente, i costi energetici nei servizi ai cittadini. Siamo orgogliosi di aprire questa strada nel nostro territorio e ci auguriamo che questo esempio possa essere guardato con attenzione anche da altri Comuni trevigiani». Quella del parco industriale San Michele sarà probabilmente la prima comunità energetica della provincia di Treviso a cabina primaria, per arrivare a mettere in rete l’energia in eccesso prodotta dai singoli impianti fotovoltaici attraverso una rete intelligente. Un modello che riceve anche incentivi di rilievo, come quello previsto dal Ministero dello Sviluppo economico per la durata di 20 anni e le cui risorse potranno essere utilizzate dalla stessa comunità energetica in base al proprio statuto. L’atteso decreto prevede di unificare consumo e produzione nella stessa cabina primaria, innalza la potenza degli impianti ammissibili fino a 1 MW, consente di immettere parte della produzione da impianti già esistenti, permette la cumulabilità con i fondi del Pnrr. Alperia, primaria società energetica di Bolzano con un’importante presenza in Veneto, realizzerà un progetto chiavi in mano in assetto comunità energetica, dalla progettazione, alla fornitura, all’installazione, alle pratiche di gestione e allaccio con successivo monitoraggio da remoto e manutenzioni straordinarie.

«Alperia ha investito molto e crede fermamente nelle opportunità che le comunità energetiche sono in grado di offrire a privati, piccole medie imprese e pubbliche amministrazioni - dichiara l’Ingegner Alessandro Costa, responsabile del reparto “Progetti Speciali” del Gruppo Alperia - . La nostra azienda è estremamente attenta ai temi legati alla sostenibilità ed allo sviluppo dei territori  in cui opera, le comunità energetiche possono contribuire sensibilmente a diminuire l’impatto ambientale derivante dalla produzione di energie elettrica, a ridurre le disuguaglianze sociali attraverso lo sviluppo di una economia solidale, e se gestite nella maniera corretta, possono creare i presupposti per i membri coinvolti per giungere a condizioni di approvvigionamento energetico economicamente competitive». Nel mettere a punto il progetto Alperia è partner di Regalgrid, innovativo technology provider di Treviso che dispone di un sistema per la gestione dell’energia prodotta con scambio e ottimizzazione dei flussi. Un’architettura validata fin dal 2012 prima in laboratorio e poi in installazioni reali. «Il ruolo della tecnologia sarà sempre più determinante per la definizione di nuovi modelli energetici - dichiara Stefano Nassuato, Chief Sales Officer di Regalgrid Europe - . In un progetto come questo, in cui è coinvolto un ampio territorio da Soligo a Sernaglia della Battaglia, e in cui interagiranno soggetti della Pubblica Amministrazione, cittadini e industrie, la digitalizzazione attraverso piattaforme  abilitanti come quella di Regalgrid® sarà sempre più un asset strategico per fornire soluzioni e diagnosi in real time per la grande varietà di protagonisti in azione». L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto Smart Oasis promosso da Assindustria Venetocentro, Provincia di Treviso e le due Amministrazioni, e dell’associazione costituita nel 2020 tra le imprese per favorire il miglioramento della qualità e della sostenibilità della zona industriale, situata a ridosso delle colline patrimonio Unesco. «Stiamo già lavorando a nuovi progetti di comunità energetica nel territorio - conclude Marco Stevanato, vicepresidente di Avc delegato alle Politiche industriali – partendo proprio dalla valorizzazione delle potenzialità delle aree industriali, che da anni sono al centro dell’attenzione della nostra associazione. La presenza diffusa di comunità energetiche nel territorio è un fattore qualificante all’insegna della sostenibilità degli spazi a destinazione produttiva e quindi anche un potenziale attrattore di nuovi investimenti industriali».

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