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La Questura di Treviso

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Coronavirus, i sindacati chiedono chiusura degli uffici amministrativi

Martedì sono stati 78 i cittadini che si sono recati all'URP, all’Ufficio Licenze e all’Ufficio Passaporti

Il Sindacato di Polizia SILP CGIL di Treviso chiede al Questore la chiusura temporanea al pubblico dell’URP, dell’Ufficio Licenze e dell’Ufficio Passaporti, quest’ultimo nella sola giornata di martedì ha contato 78 presenze. «Lasciare aperti gli uffici contraddice il decreto emanato al fine di contenere la diffusione dell’epidemia da COVID-19. Non si ravvedono motivi inderogabili al rilascio di una licenza di caccia o di un passaporto, al netto di motivi sanitari di espatrio. Invitare i cittadini al ritiro di tali documenti significa trasgredire la normativa, tant’è che potrebbero addirittura essere multati e incorrere nelle sanzioni previste». A lanciare l’appello è la segretaria generale Nicoletta Reibaldi.

«È evidente dunque che la limitazione totale o quasi degli accessi alla cittadinanza diventa una misura obbligatoria e in linea con le direttive del Governo che ordinano alla popolazione di non uscire se non per ragioni urgenti. Come Autorità provinciale che garantisce la sicurezza pubblica, così come ha già fatto quella di Venezia, la Questura di Treviso dovrebbe adottare e promuovere tutte le azioni necessarie che vadano verso questa direzione, dando altresì un messaggio civico alla cittadinanza. Ritirare una licenza o un passaporto -ribadisce il SILP CGIL- non si configura certo come spostamento motivato da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute. Non chiediamo una serrata -precisa la sindacalista- ma una chiusura regolamentata che, nell’ottemperare il provvedimento nazionale, permetta di valutare le esigenze dei cittadini e dare loro risposta solo ed esclusivamente nei casi di reale necessità e provata urgenza, ad esempio il passaporto per un intervento sanitario non rinviabile che ha luogo all’estero».

«Come sono stati chiusi quelli Immigrazione -sottolinea Reibaldi- non capiamo perché gli altri uffici amministrativi debbano restare aperti. Una scelta questa che lascia molto pensare».

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