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Nella foto Florin Stingaciu

Nella foto Florin Stingaciu

Delitto di Fontane, l'omicida fa appello: «Non ho assassinato io Igor»

La sera del 30 settembre del 2018 la vittima era a Fontane di Villorba con amici, anche loro di origine moldava, per festeggiare un addio al celibato. I legali del romeno 37enne: «Nessuno ha avuto l'intenzione di uccidere» 

Non fu la mano di Florin Stingaciu ad infliggere la coltellata che uccise Igor Ojovanu. Questo sostengono gli avvocati Giorgio Pietramala e Mauro Serpico, difensori del romeno 37enne, nell'appello contro la sentenza di primo grado emessa del gup Gianluigi Zulian il 23 ottobre scorso con cui Stingaciu è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio di Ojovanu e il tentato omicidio di Stefan Lungu.

«Giudice di primo grado - sostengono Serpico e Pietramala - ha dato per scontato la veridicità di quanto sostenuto dai vari testimoni senza minimamente tenere conto ad esempio delle varie contraddizioni esistenti tra le medesime, della concitazione e della brevissima durata dei momenti, dell'evidente "interesse" dei dichiaranti – tutti amici delle parti offese – oltre che della circostanza che nessuno, a parte Ojovanu Petru, ha mai sostenuto di aver visto lo Stingaciu sferrare il fendente mortale nei confronti della povera vittima».

La sera del 30 settembre del 2018 Ojovanu era a Fontane di Villorba con amici, anche loro di origine moldava, per festeggiare un addio al celibato. Ad un certo punto è scoppiato un litigio tra il gruppo di giovani e Stingaciu, che sarebbe sceso dal suo appartamento armato di coltello insieme a Rubin Xhika, condannato a 10 anni di reclusione per il tentato omicidio di Ion Bagrin e le lesioni ai danni di Stefan Bagrin e Valentin Jereghei ma assolto dal concorso morale in omicidio e per il tentato omicidio a Stefan Lungu. Di lì a poco l'aggressione, terminata con il 20enne che stramazza a terra ferito a morte.
«Anche in relazione alla posizione del coimputato Xhika Rubin, la sentenza non dà esaurienti spiegazioni sui motivi per cui il predetto, che per sua stessa ammissione era sceso dall'abitazione impugnando un coltello e sferrando colpi all'impazzata, sia stato ritenuto estraneo al mortale ferimento dell'Ojovanu, a differenza invece dell'imputato Stingaciu. Riteniamo - concludono gli avvocati - che, per quanto riguarda tutti i partecipanti dell'episodio criminoso nessuno di essi avesse intenzione di uccidere l'avversario, ma semmai di procurarne il ferimento al fine di difendersi ed evitare di essere aggredito».

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