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Il Forum delle Associazioni Familiari sollecita la Regione sulla Legge e sul Piano Famiglia

In Veneto troppe culle vuote. Questo hanno detto i coniugi Scarmagnani in audizione davanti alla Quinta Commissione del Consiglio regionale

TREVISO I presidenti del Forum Veneto delle Associazioni Familiari Marco Scarmagnani e Alessandra Donà, assieme al delegato Adriano Bordignon sono stati ricevuti in audizione dalla Quinta Commissione del Consiglio regionale sul problema del grave calo demografico e sulla conseguente proposta di sostegno alla natalità e alle famiglie. Una marcia a tappe da compiere insieme, fino all’approvazione di una nuova Legge Regionale e il Piano della Famiglia nel 2019. Questa la proposta che il Forum Veneto delle Associazioni Familiari ha formulato in audizione davanti alla Quinta Commissione del Consiglio regionale.

Il calo demografico in Veneto, più veloce che nel resto del Paese, è il segnale che sono necessarie politiche per la famiglia articolate, immediate e concrete. “Una nuova legge regionale potrebbe quindi rappresentare il momento di inversione di tendenza”, afferma Scarmagnani. Per il Forum la prima tappa potrebbe l’avvio dei lavori per una Conferenza Regionale della Famiglia nell’autunno del 2018 che sfoci in una assise consultiva nella primavera del 2019. In tale assise sono da censire bisogni e risorse a partire dai territori provinciali mediante incontri con i sindaci, i rappresentanti dell’economia e del lavoro, il terzo settore, l’associazionismo familiare e tutti gli altri soggetti portatori di interessi. Altra tappa è lo studio e l’avvio del Fattore Famiglia Regionale sul modello della Lombardia. E, inoltre, la valorizzazione dell’Associazionismo familiare con incontri periodici con il Forum delle Famiglie, il riconoscimento del Forum nei registri delle APS come già avviene in altre Regioni, la previsione di fondi e bandi speciali per le politiche familiari da attivare in ottica di sussidiarietà.

“Dai dati forniti dall’ufficio scolastico regionale – ha riportato Donà – quest’anno il calo del numero degli alunni complessivamente per tutti gli ordini di scuola è pari a 6616 unità. La scuola dell’infanzia perde 1755 iscritti e la scuola primaria ne perde 3356. Sono un terzo di quelli persi in tutta Italia”. Nel 2016 il saldo negativo è di ben 202mila unità e le stime dell’Istat indicano che nel 2065 l'Italia avrà perso 6,5 milioni di abitanti, l'età media sarà di 50 anni e gli over 65 il 33% della popolazione. “E’ un bollettino di guerra – ha detto Adriano Bordignon, coordinatore del Centro della Famiglia di Treviso – e il primo punto su cui fare squadra deve essere la natalità. Chi lavorerà? Chi pagherà le tasse e sosterrà il welfare e le pensioni? Chi si prenderà cura dei nostri anziani? Chi sosterrà i consumi e l’economia? E’ una questione che riguarda direttamente le nostre comunità, e le nostre forse più di altre”.

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