Il GiaveraFestival giunge alla 25^ edizione: ci saranno Natalino Balasso e Marco Paolini

La manifestazione si presenterà in una nuova veste "a Prato Aperto”: per tre serate il parco di Villa Wassermann sarà un unico grande spazio che ospiterà musica, incontri e teatro

«“DiSegnando AltriPiani”…un titolo che, nato prima della pandemia, ci ha stimolato ad inventarci un 25°. Questo tempo inedito di quarantena ci ha poi provocati ancor più a proporre un appuntamento che confermi e insieme rivoluzioni il festival. Consapevoli della fragilità che in questi giorni abbiamo tutti sperimentato, vogliamo continuare tenaci ad inventare possibili incontri e nuovi legami, per costruire comunità che sappiano resistere a conflitti e disuguaglianze. Così abbiam pensato di rivisitare alla luce di quanto è accaduto in questi mesi i temi attorno ai quali il festival è cresciuto per 25 anni, e individuare creativamente insieme il cammino futuro». A dirlo don Bruno Baratto, presidente del GiaveraFestival.

Il festival si presenterà in una nuova veste "a Prato Aperto”, dal 17 al 19 luglio : a partire dalle ore 19, per tre serate, il parco di Villa Wassermann sarà un unico grande spazio che ospiterà il pubblico, animato da musiche e sonorità del Mediterraneo e da altrove; si incontreranno giornalisti e scrittori; si potranno gustare le specialità di alcuni Piccoli Produttori Locali, realtà di giovani che coinvolgono italiani e stranieri, impegnati in un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e orientata a un consumo più sano e sostenibile. In tutto questo i migranti saranno presenti in modo trasversale, come componenti ormai strutturali del nostro vivere collettivo.

Venerdì 17 le sonorità dall’Irlanda e dalla Scozia con il gruppo Silvereel e dalle ore 20.45 protagonista del “Conversando su AltriPiani” sarà Alessandro Bergonzoni, artista della parola e non solo. Sabato 18 con Duccio Facchini, direttore di “Altraeconomia”, si discuterà sul rapporto uomo e ambiente, grande sfida globale che ci attende, e Aida Bodian e Nicola Grotto presenteranno il libro “Le parole dell’umanità”, parole che ci fanno umani. Incontreremo anche gli artisti del circo italoargentino Patuf e fino a domenica si potrà ammirare la mostra fotografica Kinnaur Himalaya, di Emanuele Confortin.  Il parco  sarà animato  dalla musica del gruppo nato dal festival, i Safar Mazì, e da altri interventi musicali come il gruppo di pizzica Sonabbash e di musica irlandese McNando, che chiuderanno la serata.

Domenica 19 luglio con Andrea Staid, antropologo culturale, e Davide Girardi, sociologo, si ragionerà su comunità civile e coesione sociale messe a rischio dalle tensioni post-lockdown, e con Gianfranco Staccioli e Luciano Franceschi del Cemea si parlerà della “scuola che vogliamo”, a partire dalle criticità emerse in questo tempo; conosceremo inoltre la storia dei giovani della libreria “Heimat”, proposta culturale originale a Marghera. Alle 21.30 l’incontro con Natalino Balasso e Marco Paolini “Conversando su Altri piani”, condotto dalla giornalista Chiara Pavan, su temi che agitano le nostre vite personali e collettive in questo tempo. L’organizzazione e la gestione delle serate terrà conto delle disposizioni dell’ordinanza regionale e corrispettive linee guida. Per cautelare ulteriormente il nostro pubblico, si è scelto di misurare la temperatura a tutti coloro che si presentano in entrata. Si ricorda che l’accesso all’area del parco  sarà possibile solo su prenotazione on line al sito www.ritmiedanzedalmondo.it.

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Dal 22 al 30 agosto, poi, verrà lanciata “Peninsulando”: una  “carovana” aperta a chi vorrà parteciparvi partirà da Giavera per fare tappa in varie regioni del sud fino in Sicilia, ad incontrare piccole “realtà resistenti” caratterizzate da valori quali la solidarietà e l’attenzione all’altro. Molte di queste sono già state ospiti del festival negli scorsi anni. E’ un modo per “abbracciare” l’Italia provata da questi tempi di difficoltà. E infine, aprendo al prossimo anno, dal 12 al 19 settembre un gruppo partirà per Zarzis, in Tunisia, il porto sul Mediterraneo dove i pescatori portano in salvo i migranti che naufragano sulle vicine coste libiche. Si sta organizzando con loro un’iniziativa che si terrà nel 2021: da Giavera fin sull'altra parte del Mediterraneo. Il festival è partito 25 anni fa dall’esperienza del Centro di accoglienza migranti di Giavera, e Giavera rimarrà una piccola “stazione di partenza” anche per gli anni futuri. Ma “DiSegnare AltriPiani” porta lontano, ad incontrare realtà del nostro territorio e oltre, per “PianiAltri” che costruiremo insieme. 

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