Prima apertura diplomatica per Damiano in Apf: “La Siria chiede investitori per ricostruire il Paese”

Il responsabile del Dipartimento delle Attività Economiche per il gruppo politico europeo Alliance for Peace and Freedom, Lorenzo Damiano, è stato ricevuto insieme agli altri membri del gruppo all’ambasciata siriana a Bruxelles

L'Apf nell'incontro, Damiano a sinistra

Si è conclusa martedì sera a Bruxelles la giornata di lavori del movimento europeo Alliance for Peace and Freedom presieduto dal presidente Roberto Fiore con l’ambasciatore della Siria e il suo entourage in Belgio, Abdulmaola Al Nuqari e Antoine Kassis President.

L'incontro

L’incontro, durato alcune ore, ha toccato numerosi temi: le difficoltà attuali del Paese del Medio Oriente, l’unità del popolo siriano, l’indispensabile importanza delle aperture diplomatiche e commerciali con i Paesi europei affinchè la ricostruzione del Paese possa avvenire nel più breve tempo possibile. Presenti all’incontro gli esponenti dei movimenti nazionalisti, in tutto 13 le Nazioni rappresentate, appartenenti all’Apf: dai due europarlamentari Milan Uhrik per la Slovacchia e Athanasios Kostantinou per la Grecia, a Nick Griffin per l’Inghilterra e Udo Voigt per la Germania.

Investitori

Tra loro anche il veneto Lorenzo Damiano, già fondatore dei Pescatori di Pace, invitato quale Responsabile dei Rapporti e delle attività economiche di Apf, che ha spiegato: «L’ambasciatore ha espresso il suo interesse affinchè la ricostruzione di un Paese martoriato possa essere coadiuvata e veicolata da investitori italiani ed europei. Dall’incontro è emerso che il Paese è assetato di rinascita e che al di là di aiuti umanitari, ha bisogno di ulteriori aiuti concreti: aziende che possano investire nel Paese, per costruire ospedali, scuole, supermercati e grande distribuzione ed ogni altra struttura che possa portarlo alla rinascita. Come responsabile economico del gruppo Apf sarà mia cura fare in modo che queste necessità possano essere presentate anche sul territorio per incentivare il lavoro delle nostre aziende e per aiutare un Paese ferito a rinascere. Siamo pronti in ogni caso ad aiutare tutti i Paesi in difficoltà e a spingere anche le nostre aziende all’estero».

Questione di fede

Damiano è rimasto molto soddisfatto anche dell’apertura religiosa del Paese: “Volevo sottolineare infine anche un tema a me molto caro: l’ambasciatore ha più volte espresso il suo rispetto nei confronti della fede cristiana, che dovrebbe essere salvaguardata con sforzi ancora maggiori, e che nel Paese, a partire da Damasco, affonda radici molto profonde. San Paolo ha scoperto in quel paese la conversione, lì è custodita la tomba di San Giovanni Battista, da lì proviene Anania colui che ha battezzato Saulo, poi diventato San Paolo. Una missione che acquista, dunque, per me personalmente, ulteriore valenza».

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