Coronavirus, mercati sospesi fino al 3 maggio a Montebelluna

Stop ai mercati del mercoledì e del sabato in paese. Non ci sono le condizioni per far rispettare l'ordinanza della Regione. Il Meve lancia un nuovo progetto

In foto il mercato di Montebelluna (immagine d'archivio)

Il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, ha firmato oggi, martedì 14 aprile, un’ordinanza che conferma la chiusura del mercato maggiore di Montebelluna del mercoledì e quello a Km0 del sabato poiché la nuova ordinanza regionale consente sì lo svolgimento dei mercati limitatamente al settore alimentare ma a condizione estremamente rigorose, ovverosia un solo accesso, una sola uscita e Polizia locale e Protezione civile a presidiare il mantenimento della distanza tra le persone di almeno due metri nonché a contare accessi ed uscite. Con tutta evidenza questo è relativamente facile per i mini mercati, molto più complesso per la realtà di Montebelluna ove i mercati si tengono in piazze che hanno molteplicità di accessi e di uscite. Pertanto un questa prima fase i mercati rimangono chiusi.

I prossimi giorni saranno valutate le condizioni per definire un piano che possa consentire la riapertura limitatamente alle attività che commerciano i generi alimentari. Un piano, richiesto dall'ordinanza, che deve tener conto di tutti i fattori organizzativi e di sicurezza tutt'altro che semplici da dirimere perché molti banchi degli alimentari hanno esigenze specifiche come ad esempio quella di accedere all'utilizzo di colonnine per l’energia elettrica. Il mercato di Busta sarà oggetto di una valutazione a parte nei prossimi giorni stante le ridotte dimensioni ma dall'altro anche la scarsità della domanda. La giunta si riserva di decidere se prorogare il mercato la cui sperimentazione scade il 16 aprile. Oltretutto, al riguardo, serve che la Regione legiferi in materia e la previsione è che la nuova normativa possa uscire nel 2021.

La vita dopo il Covid-19: raccolta di foto, storie e oggetti

Il Meve di Montebelluna, assieme al Museo civico e alla Biblioteca comunale hanno lanciato in queste ore un progetto di memoria collettiva con la raccolta di foto, oggetti e storie che raccontino come è cambiata la vita dopo il Covid-19. Dopo l’iniziativa social promossa dalle istituzioni culturali montebellunesi con i due hashtag #laculturaresiste #laculturanonsiferma finalizzata a diffondere contenuti culturali online e quella della lettura digitale nell’ambito della piattaforma MediaLibraryOnLine-MLOL promossa dalla Biblioteca di Montebelluna assieme alla rete BAM, un’altra originale iniziativa di carattere culturale viene lanciata dal MeVe, in collaborazione con il Museo civico e la Biblioteca comunale. "Istantanee dal presente: testimoni al tempo del Covid-19", questo il nome scelto per questa iniziativa, pensata per coinvolgere le persone in un racconto collettivo che vuole fissare la testimonianza di questo tempo presente nella memoria di tutti. E non è un caso che a lanciare l’iniziativa sia proprio il MeVe, il Memoriale della Grande Guerra di Montebelluna, inaugurato alla fine del 2018, e che si distingue per essere un luogo dove fare memoria, ma anche per interpretare e conoscere la storia dell'ultimo secolo a partire dai primi del '900 ad oggi. La Storia, quella appresa sui libri e che sembrava riguardare sempre qualcun altro, si svolge ora sotto agli occhi di ciascuno. Ognuno è diventato all’improvviso testimone di un’esperienza epocale ed eccezionale, che sta interessando tutto il mondo: il Covid-19 ha profondamente mutato e sconvolto le vite di tutti. Ciascuno ha dovuto rinunciare agli amici, agli affetti, alle relazioni che caratterizzavano le giornate. Le scuole sono state chiuse all’improvviso e il mondo del lavoro ha subìto profonde e spesso drammatiche trasformazioni. C’è chi è stato privato di gesti profondi, come dare l’ultimo saluto ai propri cari. La convivenza con la pandemia ha imposto di rinunciare, per il bene della collettività, a libertà fino a poche settimane fa considerate scontate e inviolabili.

"Istantanee dal presente: testimoni al tempo del Covid-19" vuole raccogliere le possibili chiavi di letture utili per interpretare tutto questo e farne memoria. Perché fare memoria del tempo presente? Perché la memoria è come un antidoto, che permette di trasferire alle future generazioni le esperienze, nella speranza che certi errori non si ripetano. Avviato grazie alla consulenza e alla collaborazione di Aiso – Associazione Italiana di Storia Orale e dell’Istresco – Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea nella Marca Trevigiana, il progetto è aperto a chiunque voglia raccontare com’è cambiata la propria vita dall’inizio della pandemia. I contributi verranno raccolti e conservati presso l’Archivio del MeVe – Memoriale Veneto della Grande Guerra e verranno valorizzati nell’ambito delle attività dei servizi culturali del Comune di Montebelluna. Maggiori informazioni sono reperibili sulla pagina facebook e sul sito del MeVe www.memorialegrandeguerra.it

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IL REGOLAMENTO

Come partecipare? Scegliete da un minimo di 1 a un massimo di 10 oggetti che raccontino com’è cambiata la tua vita dall’inizio della pandemia. Scattate una foto di questi oggetti. Non serve essere professionisti, ma è importante che la foto non sia sfuocata, che sia leggibile in tutte le sue parti e che abbia una buona risoluzione (se possibile, non inferiore ai 254 dpi) e in formato jpg o pdf. Spiegate con un breve testo o una registrazione audio perché hai scelto questi oggetti (Se scegli l’audio ti chiediamo di non mettere musiche di sottofondo e di fornirli in formato .mp3 o .m4a). Scrivete 3 parole chiave che riassumano quanto vuoi raccontare. Invia la foto, la descrizione e le 3 parole via mail all’indirizzo conservatore@memorialegrandeguerra.it Non dimenticare la liberatoria. Alla foto e alla descrizione saranno abbinate solo le iniziali del nome, età, professione e città di residenza. Quando il MeVe riaprirà al pubblico, se vorrai, potrai contattarci per donare alcuni degli oggetti fotografati e raccontarci la tua storia.

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