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L'ospedale di Montebelluna

L'ospedale di Montebelluna

Ispezione ministeriale sul San Valentino, il responso: «Tutto regolare»

La replica del sindaco Elzo Severin alle polemiche sollevate nelle scorse settimane dall'ex parlamentare Laura Puppato e dagli esponenti del PD locale

L’esito non lascia dubbi: tutto regolare a Montebelluna. Nessuna analogia possibile con la situazione di Bergamo. I feretri erano spostati dall’obitorio alla cappella della chiesa per rispettare le richieste delle famiglie di organizzare secondo i propri tempi i funerali dei propri cari. Gli ispettori hanno rilevato la correttezza gestionale all’interno dell’ospedale e riscontrato che vi era anche un ulteriore posto libero di Terapia intensiva. Quindi nessuna situazione fuori controllo.

Interviene il primo cittadino di Montebelluna, Elzo Severin: «Non avevamo alcun dubbio sul riscontro che avrebbe avuto l’ispezione ministeriale e questo perché da medico conoscevo comunque in presa diretta la situazione all’interno dell’ospedale che, non dimentichiamolo, è diventato centro Covid per tutto l’ex distretto sanitario montebellunese, asolano e castellano e questo perché, giustamente, non poteva accollarsi questo onere il nosocomio castellano che oggi ospita lo Iov. Spiace che la senatrice Puppato e gli esponenti locali del PD, tra cui anche un ex medico, abbiano deciso di mettere in atto l’ennesima sceneggiata sull’ospedale mettendo in cattiva luce l’operato della direzione, degli stessi medici e infermieri, dipingendo una situazione fuori controllo e da tragedia greca. Dico per l’ennesima volta perché troppo spesso in questi anni il PD ha cercato di speculare sull’ospedale. Penso tutti si ricordino le biciclettate e le proteste contro il project financing che invece ci ha consentito di avere una delle strutture ospedaliere più moderne presenti oggi in Veneto come non si possono e non si devono dimenticare le raccolte firme per salvare l’ospedale condotte 2-3 anni fa che avevano destato allarme e preoccupazione nella popolazione quando invece la nostra amministrazione si stava dando da fare per costruire un rapporto di collaborazione e complementarietà con Castelfranco Veneto».

«Ricordo il lavoro svolto dal mio predecessore Favero -continua Severin- e dai suoi colleghi sindaci dell’area: una svolta culturale perché invece di concepire un conflitto tra i due ospedali si è deciso di pensare ad un unico ospedale su due sedi. Questo ha consentito la specializzazione oncologia di Castelfranco e la conferma definitiva del ruolo di Montebelluna come struttura di territorio. Sono arrivati primari di rango nazionale ed internazionale. Certo, i problemi vi sono sempre e comunque: pensiamo alla difficoltà di reperire oggi medici specializzati perché qualcuno ha mal programmato i corsi universitari. Ma è ora di smetterla di mettere in dubbio la qualità del nostro servizio sanitario».

«Dopo l’esito della ispezione ministeriale -chiude il sindaco- appaiono patetici i tentativi che sta facendo il PD di recuperare il terreno perduto chiedendo una Commissione consiliare per denunciare quegli sciocchi che hanno fatto delle scritte contro i nostri medici. La grande domanda è: chi ha messo in giro l’idea che il nostro o non fosse all’altezza e stesse naufragando quando invece tutti coloro che ci lavorano all’interno stanno dando l’anima per far fronte da un lato all’emergenza Covid e dall’altro dare comunque una risposta alle ordinarie esigenze ed emergenze sanitarie? La nostra amministrazione ha sempre preferito la politica della responsabilità piuttosto che quella della demagogia. Invece di stracciarsi per le scritte dovrebbe chiedere scusa all’ospedale e alla città. Ma su questa vicenda non si può metterci sopra un sasso e dimenticare tutto perché la notizia finta, la fake news che Montebelluna fosse al collasso ha fatto il giro del Veneto ed è assurta anche alla ribalta nazionale. E questo non ha fatto del bene a Montebelluna e nemmeno ai montebellunesi».

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