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Domenica, 28 Novembre 2021
Attualità Santa Maria del Rovere / Via Castello d'Amore

Nucleo Droni della polizia locale, Gallo: «E' una delle punte di diamante del Comando»

Il Comandante: «Il drone è uno strumento fondamentale sia per la lotta al degrado e all'inquinamento che per ricostruire le dinamiche degli incidenti stradali, oltre che per il contrasto ai furti»

La Polizia Locale di Treviso e Ca’ Sugana sempre più fianco a fianco per mettere in campo nuova tecnologia per la sicurezza dei cittadini. L'altro giorno, infatti, il sindaco Mario Conte è stato in visita al Comando di via Castello d’Amore per seguire l’attività del Nucleo Droni visto che, grazie al recupero di un magazzino, è stato possibile ricavare un ufficio attrezzato per tutte le dotazioni dove gli operatori gestiscono le operazioni effettuate con i velivoli. «Anche grazie all’impegno del Comandante Andrea Gallo, e del Vicecomandante Valenti, da tempo stiamo investendo molto sull’attività formativa del personale della Polizia Locale, divenuto oggi elemento imprescindibile considerato “il nuovo ambiente” e l’aria, che hanno regole e dinamiche ben precise, in cui ogni agente specializzato è chiamato a svolgere il proprio lavoro» dichiara il primo cittadino trevigiano. La squadra-droni, introdotta nel 2020, ha dunque rappresentato una svolta epocale per la città.

«Senza l'osservazione dall'alto certe cose non sarebbe possibile vederle – commenta il Comandante Gallo - Il drone è quindi uno strumento fondamentale sia per la lotta al degrado e all'inquinamento che per ricostruire le dinamiche degli incidenti stradali, oltre che per la ricerca di coltivazioni di droga nelle campagne, per il contrasto ai furti e per motivi di pubblica sicurezza, in accordo con Prefettura e Questura. Insomma, possiamo dire che, anche grazie ad un investimento complessivo che è stato di circa 50mila euro, ad oggi questo Nucleo è una delle punte di diamante della Polizia Locale di Treviso insieme all’Unità Cinofila. Proprio per questo motivo abbiamo fatto richiesta al Ministero di trasformare i nostri droni in “velivoli di Stato”, così da poter operare più celermente sul territorio».

In passato utilizzati anche per il contrasto agli spostamenti non autorizzati nell’ambito delle misure d’urgenza anti Covid, grazie alle immagini dall’alto e ai sensori termici, questi piccoli velivoli possono fornire importanti rilievi fotografici ortogonali anche oltre i 20 metri di altezza, con puntuali e dettagliati video e fotografie che vengono spesso utilizzati per valutare soprattutto i danni ai veicoli e le tracce di frenata sull’asfalto a seguito di sinistri stradali. Ad oggi il Nucleo, che opera in sinergia anche con la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Prefettura e l’ARPAV, dispone di 4 droni (di cui due con termocamera), di 7 operatori con brevetto di volo per ogni condizione meteo e di 1 automezzo allestito per il trasporto e supporto alla trasmissione in streaming di immagini video prodotte in diretta dagli APR. Un lavoro continuo quello di questi agenti, tanto che solo nell'ultimo anno le ore di volo sono state 140 (non sempre prive di imprevisti visto che lo scorso anno un drone in volo si era frantumato a terra dopo un impatto contro un uccello), mentre gli incidenti stradali complessi rilevati sono stati 21 le cui immagini sono state più volte richieste anche dalla Magistratura.

Ben 15, invece, le “missioni” sul territorio che comprendono anche attività di polizia giudiziaria ed interventi di prevenzione di atti molesti all’interno di parchi, percorsi green cittadini e aree abbandonate, oltre ad altre 14 missioni volte al monitoraggio di edifici con precarie condizioni strutturali o con abusi edilizi. Il tutto senza dimenticare che i droni sono stati persino utilizzati in tre missioni di ricerca di persone scomparse ed in aiuto anche al Soccorso Alpino.

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