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Martedì, 27 Febbraio 2024
Attualità Codognè

Codognè, abbattuto il ponte sul torrente Codolo

Lunedì 6 dicembre la rimozione delle macerie e l'inizio dei lavori per la costruzione del nuovo ponte da parte del Consorzio di bonifica Piave. Il ripristino completo della viabilità tra un mese e mezzo

Il Consorzio di bonifica Piave ha proposto, progettato e sta realizzando diverse sistemazioni idrauliche nella zona collinare della provincia di Treviso, volte a contenere le criticità di alcuni pericolosi corsi d’acqua.

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Risale al 2019 il progetto per ridurre il rischio idrico in prossimità dei centri urbani di San Fior e Codognè, interessati da alluvioni provocate dalle piene del canale Codolo (o Ghebo), affluente del fiume Monticano. Problematiche da tempo segnalate anche nel Piano generale di bonifica e tutela del territorio redatto dal Consorzio di Bonifica Piave oltre che ben note ai cittadini della zona. Nelle scorse ore il ponte sul canale Ghebo è stato abbattuto ed entro la giornata di lunedì 6 dicembre l'alveo del canale sarà ripulito e cominceranno le opere di costruzione del nuovo ponte. «Con l'abbattimento del ponte e la pulizia dell'alveo abbiamo risolto il problema idrico ma i lavori per il ripristino della viabilità occuperanno ancora un mese e mezzo sperando che il meteo non si metta di mezzo - commentano dal Consorzio di bonifica Piave - I residenti dovranno pazientare ancora un po' per i disagi creati alla viabilità». Questo intervento rientra nell’ambito delle risorse che si sono rese disponibili a seguito dell’emergenza determinata dalla tempesta Vaia dell’ottobre 2018: la Regione Veneto ha finanziato un ampio programma di interventi di mitigazione del rischio idraulico in tutto il territorio regionale. Nella zona di Codognè stanno proseguendo anche altri due progetti collegati alla messa in sicurezza del "Bacino del Codolo": la realizzazione di una cassa d’espansione da 70mila metri cubi di portata a nord della linea ferroviaria Venezia-Udine, a San Fior di Sotto e, fino alla confluenza con il fiume Monticano, di una seconda cassa d’espansione, di dimensioni minori, nella parte alta del territorio comunale di San Fior con una capienza di 20mila metri cubi d'acqua.

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